La smart degli orrori: strage a Roma

Roma. La smart degli orrori – La strage dei pedoni: così è stato ribattezzato il terribile incidente avvenuto, poco dopo le 20.00 di ieri, in via dei Colli Portuensi, all’incrocio con via di Monteverdi. Una donna, forse a causa di un malore, ha perso il controllo della sua smart e ha investito cinque pedoni. Grave un ragazzo di 30 anni, schiacciato dall’autovettura degli orrori. Tempestivo l’intervento di polizia e vigili del fuoco che hanno liberato il giovane dall’involucro delle lamiere. Il ragazzo è stato soccorso, privo di sensi, e trasportato immediatamente al vicino San Camillo, ma le sue condizioni sembrano, al momento, piuttosto gravi. Stessa sorte per il secondo, sfortunato passante. Si tratta di una giovane donna che ha riportato, tra l’altro, anche un trauma midollare. La ragazza è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Sant’Eugenio.
Meno gravi gli altri tre pedoni che, comunque, in via precauzionale, sono stati indirizzati dal Dott. Livio De Angelis, direttore del 118, presso i rispettivi Aurelia Hospital, Santo Spirito e Fatebenefratelli. Insomma, la smart degli orrori ha fatto una vera e propria strage.

La donna al volante della piccola vettura è stata, in seguito, accompagnata al pronto soccorso. Conformemente alle ipotesi avvallate da stampa e soccorritori, che sospettavano un malore durante la guida (ipotesi confermata dalle analisi cliniche effettuate), la donna, dopo vari controlli di routine, è stata, altresì, sottoposta al test dell’alcool risultando negativa. Tutto sembrava filare liscio fino a quando, sottoposta alla prova del nove del controllo dei documenti, si è scoperto che la patente le era stata revocata.

Gli agenti della questura stanno, in queste ore, cercando di fare chiarezza sulle dinamiche dell’incidente e sui motivi che hanno determinato la revoca del documento di abilitazione alla guida. Un altro incidente causato dall’infrazione di regole e codici posti in essere per salvaguardare il bene più prezioso: la vita. Un altro deplorevole, disonorevole e nefasto episodio di disumanità.

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.