Sassari, la moglie voleva lasciarlo e lui la uccide

È successo a Sassari: la moglie voleva lasciarlo e lui la uccide dandole fuoco. Ennesimo caso di uxoricidio.

Un uomo di sessantotto anni non aveva accettato l’idea che la moglie, sessantaseienne, volesse lasciarlo. Pare che durante la scorsa notte avessero litigato ferocemente: la donna, dopo essere stata massacrata di botte, è stata uccisa in modo efferato. L’anziano ha deciso di infliggere il colpo di grazia gettandole della benzina addosso e dandole, dunque, fuoco. In seguito al gesto, è stato lo stesso marito a chiamare le forze dell’ordine che sono intervenute prontamente. Quando i carabinieri della compagnia di Sassari e i poliziotti della Squadra mobile, coordinati dalla dirigente Bibiana Pala sono arrivati sul posto, ormai non c’era più niente da fare. Neanche l’intervento immediato dell’ambulanza del 118 è riuscita a salvare la donna dal suo destino: la sessantaseienne è morta subito dopo a causa delle gravi ustioni riportate su ogni parte del corpo. L’uomo è stato arrestato, in modo congiunto da polizia e carabinieri, senza opporre alcuna resistenza.

Siamo soliti identificare, ormai da molti anni, queste azioni efferate con il termine ‘femminicidio’ nella sua valenza contemporanea che indica, appunto, l’uccisione di una donna basata sul genere. Da quando nel nostro linguaggio si è fatto spazio questo neologismo è stato pressoché inevitabile non abusarne, martellati ogni giorno da tv (regina dei salotti “da femminicidio” resta indiscutibilmente Barbara D’Urso), giornali e internet. La violenza scaturisce da un’ideologia misogina, dunque sarebbe più corretto usare, come si faceva prima, “violenza sulle donne” invece di “femminicidio”. Nel caso di cronaca di cui sopra, è lampante che si tratti sì di violenza su una donna, ma l’azione che commette l’uomo di sessantotto anni ai danni della moglie sessantaseienne, è meglio definita come uxoricidio, ovvero l’omicidio del coniuge. Che lo si voglia chiamare femminicidio o uxoricidio, resta un fatto: si tratta sempre di omicidio, di una storia di morte e di violenza.

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Mariachiara Oliva

Più conosciuta sotto falsa identità, i suoi migliori amici sono i libri, la musica e la scrittura. Cura un blog e ha scritto un lungo componimento poetico, ma sempre sotto falso nome. Non ama parlare di sé, preferisce che lo facciano gli altri. Ma in sua presenza, che sia chiaro. Da quando collabora con TV & Costume ha capito che il televisore non è solo un'estensione del tavolino.