La casa non si tocca: M5s contro Boschi

La casa non si tocca è l’hashtag che nelle ultime ore conquista il web e spopola tra i deputati del M5S, pronti a combattere contro l’ennesimo episodio di una autoproclamata democrazia piuttosto a senso unico.
I grillini, “occupano” il corridoio dinnanzi l’aula Commissione Finanze, dove è prevista la discussione per il decreto in ossequio al recepimento della direttiva europea sui mutui, stazionano in barricata con l’elmetto più duro che c’è, l’intelletto e tengono alto il loro scudo dove è inciso per l’appunto il sacrosanto dicta “La casa non si tocca”. La protesta, così, ottiene il rinvio della seduta ad oggi.

Dunque, dopo il decreto salva banche di appena qualche mese fa che ha espropriato più di 100.000 famiglie, e la notizia di Banca Carige, che in ripresa dopo la presunta maxi truffa dell’ex presidente Bernardeschi, vuole affidare, percorrendo la strada del dubbio amletico sul conflitto di interessi, la sua guida a Tesauro, presidente emerito della Corte Costituzionale; il ministro Boschi stende, nuovamente, un bel tappeto rosso “all’albero genealogico” creditizio, e con il fittizio intento di salvaguardare i risparmi dei consumatori si ha l’impressione che dà un bel calcio nel sedere al diritto di proprietà.

La paladina delle Banche, propone la cancellazione dell’art. 2744 del codice civile, volto alla tutela della parte più debole in un rapporto obbligatorio e che sancisce il divieto del patto commissorio secondo il quale “è nullo quel patto col quale si conviene che in mancanza del pagamento del credito nel tempo fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore.”

Pertanto per evitare la sofferenza bancaria dovuta alle lungaggini della attuale procedura di esproprio, si è ben pensato, come è forte consuetudine del governo, di far piovere sempre sul bagnato, alimentando i danni per i risparmiatori. Il decreto vuol stabilire che il mancato pagamento del mutuo per 7 rate, anche non consecutive, comporti, senza mezzi termini, che l’immobile entri direttamente nel possesso dell’istituto creditizio che ha erogato il muto, con i diritti che ne conseguono, compresa l’immediata vendita del bene, e addio all’ideale de “La casa non si tocca”.

Una soluzione ad hoc per le banche che nell’indifferenza della crisi economicoesistenziale, colpisce e affonda la parte debole. Non è sufficiente la lotta nella precarietà per ottenere un accordo creditizio, non scalfisce nemmeno il sudore del sacrificio per acquistare una casa, perchè riconcorsa e trovata la possibilità di accendere un muto sarà contestuale il rischio di perdere tutto se persiste il momento di difficoltà.

Sarà allora che la Boschi vi riconsolerà con l’aglietto, restituendo al legittimo “non proprietario” l’eccedenza ricavata dalla vendita. Ma il compito della Repubblica, non era quello di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale a favore dei cittadini? Forse dopo “petaloso”, banche diverrà il nuovo sinonimo per cittadino.

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melania fusco

Classe 1982, romana e romanista doc, "fresco" avvocato con la grande passione per la scrittura e l'animo umano. "La penna è il mio pennello e realizzerò grandi opere di libertà".