La cannabis alleata contro la sclerosi multipla

“Tutti si arrogano diritti su un malato: preti, medici, domestici, estranei, amici. Perfino la sua infermiera si crede in diritto di comandargli”:erano solo i primi anni del ‘700 quando Luc de Clapiers pronunciava questa frase. Ma era senz’altro lungimirante, soprattutto se parliamo dell’Italia, del suo solito conservatorismo bigotto e della sua burocrazia dai tempi millenari. È solo di oggi infatti la notizia, che non fa poi nemmeno più di tanto scalpore, che riguarda la depenalizzazione della cannabis, rivolta ai soggetti già autorizzati a coltivarla per fini terapeutici, i quali, nel momento in cui violino le prescrizioni, passano dal commettere un illecito penale ad un illecito amministrativo.

cannabisStudi scientifici condotti nel corso degli anni hanno dimostrato i molteplici benefici che la cannabis sativa (questo il nome scientifico della pianta) ha su diverse patologie, tutte piuttosto importanti, dall’Aids, all’epilessia, alla sclerosi multipla. Sempre più diffusa,quest’ultima, (conta i 2,5-3 milioni di malati) è una malattia neurodegenerativa che comporta lesioni a carico del sistema nervoso centrale. Dunque, per quanto riguarda la sclerosi le diverse ricerche condotte sulla cannabis hanno dato dei risultati che lasciano ben sperare: sembra infatti che possa essere un valido alleato nel trattamento della spasticità muscolare, dolore neuropatico, disturbi vescicali e allo stesso tempo contribuire a rallentare il suo progredire. In termini più propriamente scientifici, la pianta contiene 400 sostanze chimiche differenti, di cui 60 appartengono alla famiglia dei cannabinoidi, che interagiscono con due recettori, CB1 nel nostro sistema nervoso e CB2, cellule del sistema immunitario; questi sono attivati dagli endocannabinoidi che l’organismo stesso produce e che hanno effetti molto simili al THC, principio attivo della cannabis, dimostratosi peraltro molto efficace nel trattamento dei tumori.

Ovviamente la strada da fare è ancora lunga: intanto gli studi progrediscono e si spera che anche le istituzioni procedano di pari passo.

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Ludovica Pallotta