La Bosnia chiede l’ingresso nell’Unione Europea

La Bosnia Erzegovina ha formalmente chiesto di entrare a far parte dell’Unione Europea. Anche se Bruxelles ha ribadito come Sarajevo non soddisfi ancora tutte le condizioni per presentare la richiesta, eventualmente fosse accettata, diventerebbe il ventinovesimo stato membro. Sarebbe anche il terzo stato dell’ex Jugoslavia a farne parte, dopo l’ammissione della Slovenia nel 2004 e quella più recente della Croazia del 2013. Questo sarebbe l’ultimo passaggio di un percorso europeo iniziato nel dicembre del 2007, quando la Bosnia Erzegovina sottoscrisse con l’Unione europea l’accordo di Stabilizzazione e Associazione, dando il via formalmente a tutto l’iter per l’integrazione all’UE. A distanza di nove anni le distanze tra Bruxelles e Sarajevo si sono via via assottigliate e le speranze europee, di una popolazione dilaniata dalla guerra solamente 25 anni fa, sono ormai prossime alla conclusione.

La responsabile della Politica estera Ue Federica Mogherini ha dichiarato stamane che i 28 Stati Ue ora analizzeranno la richiesta, ma in un momento di crisi come quello che sta vivendo tutto il blocco UE, il passo fatto da Sarajevo è un’iniezione di fiducia fondamentale per tutta Europa: “In un momento in cui l’Unione viene messa in discussione dall’interno, vedere che tra i nostri vicini c’è una così forte volontà di entrare a farne parte e di lavorare per adattare i propri Paesi, le società, le economie, le istituzioni, i sistemi agli standard europei, ci dà il senso di responsabilità che abbiamo anche verso la nostra cittadinanza nell’Ue”

La richiesta è stata formalmente inviata, ma per il Commissario europeo per l’Allargamento e la Politica di vicinato Johannes Hahn, è ancora troppo presto per parlare di tempi: “Il Consiglio dell’Unione Europea ha chiesto alla Commissione Europea di prendere in considerazione questa richiesta. Tuttavia siamo solo all’inizio. Occorre implementare un grande lavoro per le riforme, in particolare del sistema giudiziario. Tutti i gruppi della società e le forze politiche devono compiere sforzi in questa direzione. La Bosnia Erzegovina ha e deve avere un chiaro futuro europeo, ma parlare di tempi per l’ingresso è ancora prematuro.”

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.