Iaquinta: da campione del mondo a “Lotterò per l’innocenza mia e di mio padre”

All’indomani della condanna a 2 anni di reclusione per l’ex calciatore Vincenzo Iaquinta e a 19 anni per suo padre Giuseppe per associazione mafiosa al termine del primo grado del processo “Aemilia”, il più grande mai celebrato contro la ‘ndrangheta in Emilia-Romagna, l’ex campione del mondo ha rilasciato un’intervista andata in onda ieri sera a ‘Le Iene Show’ in cui proclama con rabbia la sua innocenza e quella del padre. Parlando con Giulio Golia, Iaquinta si dichiara innocente, sostenendo che lui e suo padre sono stati condannati perché calabresi di Cutro (Crotone), il paese da cui viene il boss principale al centro del processo Aemilia, Nicolino Grande Aracri. Tra le accuse c’è anche quella che la ’Ndrangheta avrebbe facilitato la sua carriera. Vincenzo nega con rabbia: “Ma stiamo scherzando, tutte fesserie! È la cosa più schifosa che hanno detto i pentiti: io ho fatto 90 gol in serie A e 40 presenze in Nazionale”.

Ecco alcuni passi dell’intervista:

Iena: Il campione del mondo che è legato alla ‘ndrangheta?
Iaquinta: Mi fa paura sentire questa parola qua. Essere accostati a questa ‘ndrangheta è la cosa più brutta che mi poteva capitare.
Iena: Tu non hai mai parlato:
Iaquinta: No, mai, perché io avevo fiducia in questa giustizia. Ho aspettato però adesso basta, è arrivato il momento di far capire alla gente che mio padre non c’entra niente in tutto questo. Veramente, è innocente. Sono stanco, Giulio, sono veramente stanco di questa situazione. Sono stanco. Ieri, dopo la condanna, sono arrivato a casa… i miei bambini che piangevano… mia madre che è malata di tumore da 4 anni… ma un cuore ce l’ha questa gente o no? Ce l’ha un cuore?
Iena: Che significa ‘ndrangheta per te?
Iaquinta: La ‘ndrangheta a me non interessa, Giulio. È una cosa che nella mia famiglia deve stare lontana perché non fa parte di noi. Ho paura a parlare solo di ‘ndrangheta, vedi che sto tremando. Scusa la tensione ma sono così io, sono genuino come mi vedete. Non c’è cosa più brutta di venire marchiato col nome della ‘ndrangheta, non c’è cosa più brutta.
“A me non ha facilitato nulla… Perché non ho bisogno della ‘Ndrangheta. Io ho guadagnato dei soldi, secondo te ho bisogno dei soldi della ‘Ndrangheta o mio padre aveva bisogno dei soldi della ‘Ndrangheta, ma stiamo scherzando?”.

Ora ci saranno altri due gradi di giudizio e l’ex calciatore ha totale fiducia nella giustizia…

Torna alla HomePage di LineaDiretta24

Leggi altri articoli dello stesso autore

@vale_gallinari

Vuoi commentare l'articolo?

Valentina Gallinari

Nata in una città di mare, da quando vive a Roma si domanda se la presenza dei gabbiani in giro per il centro, sia l'inequivocabile presagio della fine del mondo...Laureata in storia dell'arte, ama la fotografia, le vecchie polaroid, il cinema e il mercato di Testaccio di sabato mattina. Aspirante giornalista, trascorre il suo tempo tra gatti e mostre fotografiche, ma soprattutto a sperare che questo sogno diventi realtà.