Il Ministro Guidi si dimette

L’inchiesta della procura di Potenza ha avuto un’accelerata nella giornata di ieri, provocando le dimissioni del ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi. Il giudice di Potenza Michela Tiziana Petrocelli ha infatti presentato un’ordinanza che ha portato all’arresto di sei persone, fra loro Rosaria Vicino, ex sindaco di Corleto Perticara. L’inchiesta è divisa in due filoni, il primo relativo ai presunti illeciti nella gestione dei reflui petroliferi al Centro Olio dell’ENI a Viggiano, il secondo concernente l’affidamento di appalti per il giacimento Tempa Rossa della Total, nel quale è coinvolta la Vicino. Gli indagati sono accusati di concussione, corruzione, induzione indebita e truffa aggravata. Fra loro vi è Gianluca Gemelli, imprenditore e compagno del ministro Guidi.

In un’intercettazione del 13 dicembre scorso resa nota ieri, Gemelli parla con la Guidi a proposito dell’operazione Tempa Rossa, il cui via libera avrebbe assicurato secondo il pm due milioni e mezzo di guadagno alle sue aziende. Al telefono il ministro aveva rassicurato in tal senso il compagno “Dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato se… è d’accordo anche Mariaelena la… quell’emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte. Alle quattro di notte… Rimetterlo dentro alla legge… con l’emendamento alla legge di stabilità e a questo punto se riusciamo a sbloccare anche Tempa Rossa… ehm… dall’altra parte si muove tutto!”.

Gemelli ha poi chiamato la rappresentante della Total per rassicurarla in proposito. A seguito dell’accaduto, il ministro Guidi ha presentato la lettera di dimissioni al presidente Renzi. Resta da seguire lo sviluppo della vicenda ed anche da chiarire il riferimento al ministro Boschi presente nell’intercettazione. L’inchiesta porta al centro del dibattito anche la questione petrolifera, a due settimane dal referendum sulle trivelle.

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michele sarno