I leader della moda pensano al “Back to Italy”

Il gotha della moda si riunisce a Milano sotto il nome di “Back to Italy”. A due settimane dalla denuncia di Report sulle ormai famigerate ochette della Monclear, i leader del fashion affrontano il tema di un eventuale ritorno a casa per tornare a produrre al 100% made in italy. Il fenomeno si chiama “reshoring” ha spiegato Flavio Valeri, Chief Contry di Deutsche Bank, ed indica: ” la decisione delle aziende di riportare nel paese d’origine produzioni che erano state precedentemente delocalizzate, cioè spostate dove produrre è più vantaggioso”. Sarebbero circa un centinaio le imprese interessante al ritorno in patria adducendo diverse motivazione: maggior controllo della filiera, l’esigenza di rispondere ai mercati con più flessibilità, costi logistici e di trasporto più bassi ma per lo più l’innalzamento dei costi di produzione da parte della Cina. Certo l’Italia potrebbe fare di più, spiega Mario Borselli, presidente della Camera nazionale di moda italiana: “Il ritorno in Italia, ad oggi, ha ancora numeri molto piccoli ed è ancora marginale: è però la fase iniziale di un trend che può svilupparsi nel tempo”. L’evento organizzato dalla società di consulenza Pambianco e Deutsche Bank da spazio a vere e proprie divergenze di pensiero dal patron di Calzedonia, Sandro Veronesi, che al rientro: “Non ci penso nemmeno” a Diego Della Valle che garrisce il tricolore: “Noi, soprattutto per quel che riguarda Tod’s, abbiamo l’intenzione di fare tutto in Italia”.

Fonte: ilFattoquotidiano

@FedericaGubinel

Vuoi commentare l'articolo?

Federica Gubinelli