I 50 anni di Vinitaly: vola l’export di vino

Vola l’export del vino nostrano come testimoniano le analisi dell’ufficio studi di Mediobanca e Coldiretti che attestano le esportazioni ai massimi di sempre, ovvero 5,4 miliardi; questi dati sono stati diffusi a ridosso dell’inaugurazione di Vinitaly, giunta alla sua 50esima edizione. Secondo i dati forniti da Coldiretti, la quantità di vino Made in Italy venduto nel mondo è aumentata di quasi otto volte; un dato questo che fa sì che una bottiglia su cinque, negli scaffali oltre confine, sia italiana. Parallelamente, però, il consumo di vino in Italia è sceso dal 1966 ad oggi del 30%; dai 111 litri pro capite in media del 1966 si è passati al minimo storico degli attuali 37 litri di consumo.

."Vinitaly"

Il presidente Mattarella ha inaugurato Vinitaly alla presenza del Ministro dell’Agricoltura Martina, il sindaco Tosi e il governatore Zaia, partendo dallo scandalo del vino da tavola al metanolo, avvenuto in Italia nel 1986 e che sembrava dovesse scatenare una crisi che coinvolgesse l’intero settore (il prodotto adulterato provocò, ricordiamo, l’avvelenamento di molte persone, in gran parte residenti in Lombardia, Piemonte e Liguria causandone la cecità, danni neurologici e in 23 casi la morte); quell’increscioso episodio, sottolinea Mattarella, è stato invece il punto di partenza di un “Rinascimento” delle Vostre viti e del Nostro Vino. Meno quantità e più qualità emergono dai dati forniti dalla stessa Coldiretti, anche grazie al lavoro di 35 mila sommelier, figura nata nel 1966 e riconosciuta giuridicamente nel 1973; questa figura professionale ha rivoluzionato in gran parte la produzione qualitativa con l’arrivo del cosiddetto vino “doc”.La prima  ad essere insignita della denominazione di origine controllata fu, nel 1966, la vernaccia di San Gimignano, attraverso le regole fissate con il Dpr del 1963; con la successiva legge del 164 del 1992 sono state istituite, poi, le indicazioni geografiche tipiche, le cosiddette igt. Oltre alla produzione del vino, citazione a parte, merita la cosiddetta “Wine Beauty”; molto diffuse infatti, oggi, queste pratiche iniziate con il bagno nel vino e più tardi il dopobarba all’amarone,  i gel di uva rassodante, lo shampoo al vino rosato, la crema allo spumante oppure lo stick labbra agli estratti di foglie di vite. Il presidente Mattarella, oltre ad indicare il dissesto idrogeologico e il degrado ambientale come nemici della qualità,  ha rimarcato l’importanza occupazionale che questo settore produttivo ricopre oggi, dando lavoro a tanti giovani che, con competenza ed entusiasmo, hanno innalzato il livello qualitativo della produzione. Atteso, nella giornata di lunedì, il presidente del consiglio Matteo Renzi che incontrerà Jack Ma, fondatore del colosso cinese dell’ecommerce Alibaba.

 

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Raffaele Patti