Hillary Clinton, ministro della Giustizia Usa: caso “emailgate” chiuso

L’affare Emailgate che rischiava di travolgere la candidatura di Hillary Clinton alle presidenziali USA finisce. L’annuncio è del ministro della Giustizia Loretta Lynch che chiude la vicenda riprendendo il parere dell’FBI a proposito dell’utilizzo fatto dalla Clinton della sua casella e-mail privata per comunicazioni istituzionali durante la sua attività di segretario di stato. Il direttore della polizia federale USA James Comey ha detto che nessun procuratore ragionevole porterebbe la Clinton dinnanzi ad un giudice e che non ci sono prove per un’accusa, ma aggiunge che il comportamento di Hillary è stato comunque di estrema negligenza e che per comportamenti simili un qualsiasi dipendente dell’amministrazione sarebbe andato incontro a provvedimenti.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti va ricordato che l’utilizzo della casella di posta privata non “sicura”, al posto di quella ufficiale difficile da violare da parte di intrusi è stata vista da subito come una potenziale violazione della sicurezza nazionale, ma soprattutto come una dimostrazione di dilettantismo. Nel visionare le email della Clinton infatti l’FBI avrebbe trovato almeno un centinaio di comunicazioni contenenti segreti di stato, alcuni anche considerati segretissimi. Si sospetta che diversi hacker siano entrati tramite la mail privata nel pc della Clinton creando un possibile vulnus alla sicurezza nazionale e che almeno uno di questi fosse russo. Ovviamente il parere dell’FBI ha fatto infuriare Donald Trump che dal canto suo vedeva nella vicenda Emailgate la classica buccia di banana su cui l’avversario politico per le presidenziali sarebbe scivolato. Effettivamente motivi di lamentele ci sono in abbondanza, lo speaker della camera Paul Ryan ha detto che la comunicazione dell’FBI meriterebbe di ulteriori spiegazioni e che “nessuno dovrebbe essere al di sopra della legge”.

A creare ulteriori problemi è stato l’incontro informale tra Bill Clinton e Loretta Lynch. La Lynch era colei che si sarebbe dovuta esprimere sull’eventuale accusa contro la Clinton ed un incontro con il marito dell’indagata non ha fatto altro che sollevare un polverone. Il ministro si è scusato con i cittadini per l’accaduto, ma ha specificato di aver parlato con l’ex presidente solo di cose personali, quali i nipoti.

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Francesco Corrado