Haftar minaccia l’Italia: attaccheremo imbarcazioni

Haftar minaccia l’Italia: Si è dunque arrivati a questo punto, nonostante il governo smentisca. Il generale libico, attivo fin dagli anni ’80 e ora impegnato a condurre un vero e proprio esercito in Cirenaica, ha risposto fermamente alla nuova missione navale italiana in acque libiche, autorizzata dal voto di camera e senato del 2 agosto. Nella tarda serata di mercoledì si è infatti diffuso, principalmente attraverso Al Arabiya, un messaggio di Kalifa Haftar nel quale quest’ultimo dava ordine alle proprie forze armate di bombardare navi italiane presenti in acque territoriali libiche.

«Manderemo una nave logistica e un pattugliatore a sostegno della Guardia costiera libica per interloquire con loro nel contrasto al traffico degli esseri umani. Da questa interlocuzione deriverà quali sono le azioni e le aree di intervento» parole pronunciate dai ministri Alfano e Pinotti nel corso della riunione congiunta delle commissioni esteri e difesa tenutasi ieri a Montecitorio. Un’operazione a costo zero secondo la Pinotti, che arriva pochi giorni dopo la richiesta di aiuto militare da parte di Al Serraj, leader di quel governo fantoccio con sede a Tripoli insediatosi grazie alla mediazione dell’Onu e di altre organizzazioni internazionali.

Haftar minaccia l'Italia

La richiesta di quest’ultimo non è casuale: lo scorso 25 luglio Macron è riuscito laddove i vari premier italiani susseguitisi dal 2011 non hanno mai osato, ovvero far raggiungere un’intesa ai due principali competitors per il controllo del suolo libico, Al Serraj e Haftar. E’ risaputo però che Parigi stia decisamente dalla parte del secondo che, dopo aver debellato l’Isis in Cirenaica, sta minacciosamente posando lo sguardo su Tripoli e Misurata.

La minaccia di Haftar arriva dopo che ieri, in seguito all’autorizzazione del Parlamento italiano, la nave Comandante Borsini ha fatto il suo ingresso in acque libiche: già impegnata nell’operazione “Mare Sicuro”, quest’ultima avrebbe soltanto il compito, tramite il nucleo di ricognizione a bordo della stessa, di «condurre, congiuntamente con i rappresentanti della Marina e della Guardia Costiera libiche, le necessarie attività di ricognizione e di definire le ultime modalità di dettaglio per quanto attiene alle misure di coordinamento delle successive attività di supporto e di sostegno, che avverranno su richiesta della controparte»,

 

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Federico Lordi