Guida ai tipi di carta per stampanti

Ok, la carta è carta! Ma…considerando che il 99% delle nostre attività ormai ruota intorno a computer, tablet, smartphone, tutte da visualizzare, assemblare, comporre e, alla fine, stampare…ebbene diciamo che a questo punto, la qualità della carta acquista un valore, una valenza rilevante anche per la buona riuscita di un lavoro stampato e ben fatto, vuoi per brillantezza, consistenza, lucidità, e altro.

Nel mercato della carta per stampanti, fotocopiatrici e macchine multifunzione, ci sono diversi tipi di carta proprio per venire incontro alle esigenze dell’utilizzo che se ne deve fare e ai vari dispositivi di stampa, con attenzione anche a garantire risparmi in termini di consumo sia della carta stessa, che di toner, cartucce e usura delle apparecchiature. La grammatura, la gradazione di bianco, la luminosità sono fattori che possono influire sulla resa cromatica, sulla precisione della stampa o della copia e, ovviamente, sul risultato finale. Una scelta ragionata, dunque, può permetterci di raggiungere ottimi risultati qualitativi: ogni tipologia viene prodotta in modo diverso, e anche per finalità differenti. E allora, come scegliere la più adatta alle nostre esigenze e alla nostra stampante, grande o piccola che sia?

Cominciamo col dire che la carta viene venduta in risme, composte da 500 fogli, a loro volta contenute, di regola, in numero di 5 in resistenti scatole di cartone, fino quindi a raggiungere 2,500 fogli: una prima idea di risparmio è quella di valutare i propri consumi e acquistare di conseguenza, poiché grandi quantità, ovviamente, permettono di abbattere i costi unitari di spedizione.

Il formato commerciale più utilizzato per le attività di tutto il mondo, uffici e studi professionali, è quello in A4, con dimensioni di 210 × 297 mm. Alcune stampanti e fotocopiatrici utilizzano anche il formato A3, che ha le dimensioni di 2 fogli A4 affiancati sul lato più lungo. Altri formati, più piccoli, sono utilizzati, di regola, solo da dispositivi di stampa più professionali. Dal punto di vista della grammatura, la carta di uso comune è generalmente intorno agli 80 g/mq: quando si parla di grammatura, si commette a volta l’errore di confonderla con lo spessore, mentre, con questo termine, viene indicata la consistenza della carta, ovvero il peso in grammi di un foglio in un’area di un metro quadrato. Per esempio, nel classico foglio di Usomano da 80 gr che utilizziamo quotidianamente, gli 80 grammi rappresentano il peso di un foglio della superficie di un metro quadro. Più la grammatura sarà elevata, più saranno consistenti spessore e rigidità del foglio.

Non si creda però che identica grammatura significhi avere sempre le stesse caratteristiche, poiché ogni tipo di carta ha le sue specifiche che la differenziano: in particolare, in primis, la quantità di fibra di legno e la lavorazione effettuata per ottenerla. Di solito, possiamo trovare indicazioni anche nel nome commerciale dato alle risme, come per esempio: uso mano, la più economica e comune, adatta a stampare semplici documenti di testo; patinata, rivestita con una speciale patina, esalta particolarmente i colori; speciale, con una superficie ruvida che, fatte salve particolari esigenze, mal si adatta a stampanti di uso corrente

Distinguiamo poi, per la luminosità, tre tipologie: tipo A, con un punto di bianco elevatissimo, per risultati al top; tipo B, il giusto compromesso, con il miglior rapporto qualità/prezzo; tipo C, la più economica, per stampe in b/n senza particolari necessità di presentazione. Ora avete un’idea più chiara da cui partire per la scelta della carta per stampanti!

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Redazione