Si è spento nel giorno del suo compleanno Gigi Proietti

“Chi non sa ridere m’insospettisce”

Si è spento Gigi Proietti. Mentre era ricoverato da due settimane in una clinica romana -Villa Margherita- per alcuni accertamenti, è stato colpito da un grave scompenso cardiaco. Proprio oggi Proietti avrebbe compiuto 80 anni. A darne l’annuncio la famiglia, nelle prossime verranno date comunicazioni circa le esequie. La sindaca Virginia Raggi ha messo a disposizione il Campidoglio per la camera ardente.

Talentuoso, celebre, personaggio storico del cinema e del teatro italiano, ma sempre discreto con “l’allegria di allora, impastandola a quella di oggi. Ma senza nostalgia, per l’amor d’Iddio. No, semmai con la gioia per un passato che la mente riscrive come vuole, come un sogno ricorrente che, negli anni, abbiamo imparato a controllare”.  Era Mandrake, il Maresciallo Rocca, Bruno Palmieri, Mario Cavaradossi in La Tosca con Monica Vitti. Vogliamo ricordarlo così, attraverso alcune delle sue frasi più celebri:

“Raccontare la propria vita non è cosa da tutti. Certo, chiunque può ricordare gli episodi, cercare di storicizzare, fare riflessioni su come passa il tempo e come cambiano le cose. Ma l’odore della povertà misto a quello del sugo della domenica, i richiami delle mamme ai figli discoli che non tornano per cena, l’allegria irrecuperabile del mercato, le chiacchiere sui marciapiedi come li spieghi a chi non c’era?” tratto dalla sua autobiografia.

“Dalla crisi non si esce con l’odio, la rabbia: quelle sono solo le conseguenze. La soluzione, invece, è l’amore, e il far tornare di moda le personeperbene”

“Signor Conte io non scherzo. Non scherzo mai.. Io gioco. Sì, er gioco è una cosa serissima. Perché chi scherza lo fa pe divertisse, ma chi gioca punta, s’illude, s’inventa un lieto fine.. Che non arriva mai” Febbre da Cavallo.

“Teatro popolare è uno slogan vuoto che ha senso solo se lo spazio diventa davvero popolare, se la gente avverte che stai lavorando in una certa direzione e non, pardon, per farti le pippe.”

“Nella totale perdita di valori della gente, il teatro è un buon pozzo dove attingere.”

“La televisione è un apparecchio che ha trasformato la cerchia familiare in un semicerchio.”

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Twitter: @amiraabdel13

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Amira Abdel Shahid Ahmed Ibrahim

Amira Abd El Shahid Ahmed Ibrahim è nata a Roma, nonostante il nome che sembra uscito da un documentario di Super Quark e il cognome così lungo da convincere il funzionario dell’anagrafe a cambiare mestiere il giorno in cui è venuta alla luce possano depistare circa il suo luogo di nascita. Nata sotto il segno dei pesci è una meticcia: metà del sangue che le scorre nelle vene è arabo. Condivide la sua dimora con due gatti grassi, predilige alla maggior parte delle persone i quadrupedi che non hanno il dono della parola, ma all’occorrenza si adatta a interagire con il genere umano. Dopo la cucina, arte nella quale si diletta spesso per rendere chi la circonda una persona più felice e l’arricciarsi i capelli, Amira ha anche degli hobbies che implicano l’uso del suo quoziente intellettivo come: leggere e scrivere. Due funzioni di elementare apprendimento che lei svolge con grande passione. Collabora con il quotidiano on-line Lineadiretta24 dal novembre 2013. Caporedattrice della rubrica di viaggi dal 2016. Leggermente sindacalista dentro odia le ingiustizie che “affollano” il pianeta. Conta di cambiare il mondo un giorno, o di conquistarlo.