Facebook accusato di razzismo contrattacca a colpi di beneficenza

L’impero di Zuckerberg risponde alle accuse, mosse da parte dei pubblici ministeri di Amburgo, di aver permesso lo scambio di messaggi carichi di odio sul suo social network nei confronti dei profughi in Germania, e lo fa stanziando un fondo di un milione di euro per contrastare questa tendenza.

L’azienda californiana di Palo Alto non ha ignorato le critiche a lei rivolte ma ha fatto pervenire la notizia, annunciata una delle top-manager di Facebook Sheryl Sandberg e subito rilanciata dalle principali testate, della costituzione di una partnership con l’Institute for Strategic Dialogue, l’International Center for the Study of Radicalisation and Political Violence e l’associazione Amadeu Antonio Stiftung per lanciare la “Online Civil Courage Initiative”, con l’obbiettivo di abbattere le tendenze estremiste. “Vogliamo fare di più che cancellare semplicemente messaggi d’odio” dichiara Sheryl Sandberg spiegando che l’organizzazione non governativa non punterà unicamente alla cancellazione dei messaggi ritenuti offensivi, ma fornirà agli utenti delle armi culturali per combattere la guerra contro il razzismo.

140630-facebook-emotions-1749_4f881e85b96bea3a796ae8d7e0ab44c4L’iniziativa, che ha visto il suo esordio nella capitale tedesca, ha già avviato la collaborazione con le autorità e il reclutamento di collaboratori impegnati ad agire tempestivamente come filtro alla comparsa di messaggi di odio on-line. La Sandberg riflette in un post su Facebook di quanto i social network siano un’arma a doppio taglio, se da una parte possono essere “utilizzati per supportare i rifugiati o esprimere solidarietà con le vittime di attacchi terroristici”, dall’altra “è cresciuto il volume delle voci d’odio. E con l’estremismo diventato una minaccia per le vite e le società di tutto il mondo, combattere tali voci non è mai stato così importante”. L’iniziativa ha sicuramente un nobile intento, ma non mancano le voci dissonanti che iniziano a rivendicare il proprio diritto di espressione sul social network più famoso e attivo al mondo. Infatti un atto di censura porta sempre con sé la questione morale del giudizio, e ci chiadiamo cosa è il razzismo? Con quale metro di giudizio verrano giudicati i post? Chi deciderà cosa è giusto e cosa è sbagliato?

 

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Chiara Surini

Nasce nel centro di roma quasi 25 anni fa ma sente di non appartenere nemmeno un po' a questa città tanto bella quanto caotica, ama viaggiare e perdersi in vicoli antichi di posti sempre nuovi. Cresce a pane, cinema e libri e inizia a scrivere da bambina per somigliare un po' ai suoi amici di carta e dar vita ai buffi personaggi che da sempre abitano nella sua testa. Ha vissuto per un anno in Inghilterra e ha imparato che bisogna avere un'anima colorata per non lasciarsi tingere da tanto grigio. Si è laureata in Lingue e Culture Straniere e continua a credere che le parole siano le uniche vere armi in grado di cambiare il mondo. Si è sempre sentita vicina a Madame Michel, "fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti".