Ecco il grafene, il nuovo disinfettante ospedaliero del futuro

Il disinfettante ospedaliero del futuro ha un nome: grafene. Lo hanno scoperto i ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma. Lo studio è stato presentato da Valentina Palmieri dell’Istituto di Fisica dell’Università Cattolica in occasione del 60° convegno annuale della Società di Biofisica che ha avuto luogo a Los Angeles. Si tratterebbe di una formulazione in gel o liquida a base di grafene, un nanomateriale costituito di carbonio che possiamo trovare anche nella mina delle matite, fatta appunto di grafite. L’ossido di grafene può annientare batteri e funghi killer ospedalieri come lo Staphylococcus aureus e la Candida albicans.

Agisce sui batteri in modi diversi: o tagliandone le pareti come se fosse una lama, o soffocandoli, quasi come se fossero intrappolati in un lenzuolo, oppure alterandone il metabolismo ed impedendone di conseguenza la moltiplicazione. I test condotti su questa sostanza hanno dimostrato come la stessa sia riuscita a debellare con notevole successo anche altri batteri molto diffusi negli ospedali quali l’Enterococcus faecalis, lo Staphylococcus aureuse e l’Escherichia coli, dimostrando che, in meno di due ore, l’ossido di grafene in fogli di 200 nanometri in soluzione acquosa, riesce ad eliminare dal 50 al 90 per cento di questi batteri, dando quindi un notevole ed importante aiuto nella lotta all’antibiotico resistenza.

Dunque, secondo Massimiliano Papi dell’Istituto di Fisica dell’Università Cattolica, “il grafene potrebbe divenire un disinfettante ospedaliero, siamo vicini a questo traguardo”. Il futuro utilizzo del grafene avrebbe, inoltre, un duplice vantaggio: si tratta infatti di una molecola rispettosa dell’ambiente e dal costo estremamente contenuto. Oltre che come disinfettante il grafene potrebbe anche essere usato per rivestire gli strumenti medici e chirurgici, in questo modo si ridurrebbero facilmente le infezioni, soprattutto quelle che sopraggiungono a seguito di un intervento chirurgico.

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.