É vivo il gattino dipinto di rosa

Non è morto il gattino tinto di rosa dalla modella Elena Lenina. La notizia ha girato su Facebook da ieri, e in molti si sono schierati contro il gesto folle e crudele della donna, che avrebbe condannato a morte il micino colorandolo di rosa per un Pink Party ignorando che sarebbe morto avvelenato. A ricevere like e condivisioni è stato soprattutto un post infuriato di Francesco Facchinetti, «incazzato come una bestia» per il gesto della demente. Sono bastate poche ore, però, per scoprire che si trattava di una bufala, anche se, purtroppo, solo la parte relativa alla morte del gattino si è rivelata falsa. La modella, infatti, ha effettivamente dipinto il micio di rosa in occasione del party ma, per quanto questo comportamento possa essere criticabile e giustamente criticato, non l’ha ucciso. Su Instagram e su Twitter, infatti, compaiono le foto del gatto incolume, ormai cresciuto ma ancora rosato. La Lenina era già andata alla tv russa nel settembre del 2014 – con micio rosa shocking al seguito – per mostrare al pubblico che era ancora vivo e Yuri Kulachev, indicato da molti giornali come principale accusatore, aveva chiesto scusa in diretta. I giornali di casa nostra, però, troppo presi dalla corsa ai click, hanno riproposto la notizia senza colpo ferire: «nessuno», ha affermato la modella, «mi ha contattato per sapere se la notizia fosse vera».

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Costanza Giannelli

Nasce e cresce (poco, in realtà) in Toscana. Nel 2013, dopo la laurea in Storia Contemporanea si trasferisce a Roma, dove approda alla redazione di Lineadiretta24. Lettrice onnivora e incontenibile logorroica, è appassionata di politica, diritti, storia, De Andrè e Scrubs, non necessariamente in quest’ordine. Curiosa di natura e polemica per vocazione, ama l’India e colleziona lauree, ma giura che la terza sarà l’ultima.