Usa, a 10 anni inventa “Oasis”, un dispositivo salva bambino

Sempre più spesso le cronache ci danno notizia di bambini dimenticati nelle auto che, intrappolati negli abitacoli che sotto il sole raggiungono temperature infernali, quando non sono così fortunati da essere salvati da passati, spesso non ce la fanno. Solo negli Stati Uniti 711 bambini sono morti all’interno dell’auto di famiglia, una media di 37 l’anno, mentre per quanto riguarda il nostro paese è purtroppo ancora vivo lo straziante episodio accaduto in provincia di Arezzo, dove una bimba di 18 mesi è deceduta dopo esser stata dimenticata dalla mamma in un’auto che il sole di giugno ha trasformato in una trappola bollente. Le amnesie transitorie posso colpire chiunque, complice lo stress, la stanchezza e dei ritmi in cui correre e affannarsi è un imperativo categorico, così sono molti i genitori che sono terrorizzati dalla possibilità che una simile tragica eventualità possa capitare anche a loro.

Da anni sono diversi i dispositivi “salva bambini” studiati per segnalare la presenza del bambino in auto, come l’italiano “Remmy” o il “Remove before landing”, così come applicazioni che comprendono il promemoria bimbo in auto. La soluzione che tutti cercavano sembra essere però arrivata proprio dagli Usa dove queste amnesie hanno causato più vittime, e l’invenzione è stata partorita nientemeno che dalla mente geniale di un ragazzino texano di 10 anni. Lo studente di quinta elementare Bishop Curry Jr dopo l’ennesimo caso di cronaca verificatosi vicino casa sua, ha inventato “Oasis”, un dispositivo ideato per salvare i bambini intrappolati nelle auto e dimenticati dai genitori. Si tratta di una piccola scatola con un motivo a nido d’ape dotato di sensore in grado di riconoscere bruschi innalzamenti di temperatura. Se l’auto inizia a diventare bollente il dispositivo, che andrebbe posizionato sui sedili o sul seggiolino, soffia aria fresca mentre un’antenna invia un segnale alle autorità locali e ai genitori per informarli e intervenire in aiuto del bambino. Il piccolo inventore ha già richiesto il brevetto di Oasis ed ha attirato l’attenzione dalla Toyota che non vorrebbe farsi sfuggire l’occasione di avere il primato nel settore. Nel frattempo la famiglia ha avviato una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma GoFoundMe per realizzarlo.

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@vale_gallinari

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Valentina Gallinari

Nata in una città di mare, da quando vive a Roma si domanda se la presenza dei gabbiani in giro per il centro, sia l'inequivocabile presagio della fine del mondo...Laureata in storia dell'arte, ama la fotografia, le vecchie polaroid, il cinema e il mercato di Testaccio di sabato mattina. Aspirante giornalista, trascorre il suo tempo tra gatti e mostre fotografiche, ma soprattutto a sperare che questo sogno diventi realtà.