Deragliato treno proveniente da Cremona: 4 morti

Deragliato treno proveniente da Cremona – Il Trenord 10452, proveniente da Cremona, è deragliato alle 6.57 di stamane, poco prima di arrivare alla stazione di Milano Porta Garibaldi. “Il primo bilancio è di almeno 4 morti, 5 feriti gravi e 100 contusi”. Secondo le prime testimonianze pare che il convoglio, “sparito dai radar delle ferrovie, sia ricomparso poco dopo rovesciato, in parte accartocciato contro un palo e con un gran numero di pendolari incastrati tra le carrozze”. Tempestivo l’intervento dei vigili del fuoco che “hanno dovuto aprire le pareti del treno come fossero scatolette di latta”. Pare che il convoglio viaggiasse ad una velocità di circa 100 km orari e che, all’origine del disastro – secondo quanto riferisce il questore di Milano, Marcello Cardona, ci sia un anomalo “cedimento tra i vagoni”. Un passeggero ha riferito di “una vibrazione fortissima che ha preceduto il deragliamento” ed ha aggiunto: “ Poco prima di Pioltello il treno ha cominciato a tremare, abbiamo capito che stava per succedere qualcosa.” Ed ha aggiunto: “Il treno era pieno perché a Treviglio salgono in tanti. Avrà tremato per 3-4 minuti poi è arrivata una botta. Una vettura si è staccata”.

Deragliato treno proveniente da Cremona -In queste ore la prefettura ha attivato un “Centro Coordinamento Soccorsi” e diverse linee telefoniche dedicate ai parenti dei viaggiatori che potranno richiedere informazioni sulle condizioni dei propri familiari ai seguenti numeri di telefono: 02 77.584.184 e 02 77. 584. 892.
E’ stato, inoltre, diffuso un comunicato stampa che riferisce di un blocco circolazione sulle linee ferroviarie Bergamo – Cremona; Varese – Novara “nella direzione verso il passante ferroviario e l’Alta Velocità Milano- Venezia”; mentre la viabilità ordinaria su strada risulta, al momento, regolare. Il Comune di Pioltello ha, inoltre, messo a disposizione una palestra per “una verifica immediata dello stato di salute dei feriti”. La Croce Rossa ha attivato un servizio di supporto psicologico per feriti e famiglie.

 

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.