Delitto Garlasco, il DNA sotto le unghie di Chiara non è di Alberto Stasi

Svolta nel delitto di Garlasco. Il DNA trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, uccisa la mattina del 13 agosto 2007 a Garlasco, non appartiene all’ex fidanzato Alberto Stasi. A rivelarlo è una perizia privata fatta dalla famiglia dell’ex fidanzato della Poggi, condannato lo scorso anno a 16 anni di carcere con l’accusa di omicidio. Secondo quanto scoperto da quest’indagine fortemente voluta dalla mamma del ragazzo, il DNA sarebbe di una persona di sesso maschile, probabilmente di un amico o conoscente della vittima. Rivelazioni choc che ora dovranno ricevere conferma dalle indagini di polizia giudiziaria e potrebbero portare alla riapertura del caso.

È la stessa mamma di Alberto Stasi a confermarlo: “Non ho fatto che ripeterlo e finalmente ne ho la conferma. Mai e poi mai Alberto avrebbe potuto uccidere Chiara. Si amavano e avevano progetti in comune. La sera prima erano andati a cena insieme. Di lì a poco sarebbero partiti per le vacanze. Erano felici, uniti, erano spensierati, vivevano con la gioia e la fiducia nel futuro tipica dei giovani fidanzati. Alberto stava per laurearsi e se c’era una persona che più di ogni altra lo spronava e gli dava forza, che lo incoraggiava e lo appoggiava, quella era Chiara. Amo mio figlio, l’avrei amato anche da colpevole ma chi sa del delitto ha continuato a non parlare e a stare nascosto, scegliendo il silenzio, un silenzio terribile, asfissiante, un silenzio atroce che ha coperto e depistato. E se finora era una convinzione, adesso è una certezza: quella persona deve spiegarmi la presenza del suo Dna sotto le unghie della ragazza. Lo deve a me, lo deve ai genitori di Chiara, lo deve a tutti”.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.