David di Donatello 2017, la diretta della 61a edizione è un disastro

In diretta dagli Studios di Roma, la cerimonia di premiazione della 61esima edizione dei David di Donatello 2017, presentata da Alessandro Cattelan, è un disastro: quello che doveva essere il grande evento del cinema italiano è stato un incubo – causa problemi di audio e di conduzione – con momenti di amnesia imbarazzanti anche sugli ospiti da presentare. Le polemiche iniziano già prima della cerimonia, quando i tecnici del suono si riuniscono in protesta davanti agli studi De Paolis, proprio mentre si apriva la serata di premiazione, accusando l’Accademia del cinema di non voler riconoscere le diverse figure fondamentali per la creazione del suono in un film: il montatore del suono, il creatore del suono, il fonico di mixer e il fonico di presa diretta. Solo quest’ultima infatti, è al momento l’unica figura presa in considerazione.

Non prosegue meglio il resto della serata, con un Alessandro Cattelan che pur facendo del suo meglio è totalmente inadeguato e impacciato nel contesto formale della cerimonia, quasi non avesse capito che i David di Donatello 2017 non sono X-Factor. Tra rigidità e problemi tecnici, si pecca soprattutto nel format che ricalca spudoratamente la serata degli Oscar, senza sfiorare neanche lontanamente il glam e l’atmosfera patinata del grande evento del cinema americano, né rendendo giustizia al nostro cinema, che dovrebbe trarre prestigio da una cerimonia che risulta, putroppo, senza alcuna personalità. Poco è servito a risollevare gli animi anche il momento nostalgia che ha visto protagonista Roberto Benigni in un omaggio ai film da lui diretti e interpretati, prima di ricevere il David alla carriera.

La mediocrità di questa edizione non è sfuggita, ovviamente, nemmeno ai social, dove si è scatenata, implacabile, l’ironia degli spettatori: “La cosa più bella dei #David2017 è la pubblicità”  e “Ok, Cattelan non è in forma… ma non deve essere facile intrattenere un obitorio.” sono alcuni dei commenti a caldo a pochi minuti dall’inizio di questi David di Donatello 2017. Certo è che sarebbe bastato fare più attenzione per evitare che il cinema passasse in secondo piano come è stato, causa una kermesse mediocre e sottotono, che non ha saputo rendere giustizia alla qualità – questa sì davvero alta – di moltissimi dei film in gara.

 

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».