Crisi di Governo, Draghi accetta l’incarico

Al termine di un colloquio con il Presidente della Repubblica durato più di un’ora, Mario Draghi ha comunicato di aver accettato l’incarico di formare un nuovo Governo. Con riserva, secondo la formula di rito, che scioglierà al termine delle consultazioni con i partiti.

Nel breve messaggio – nel quale è parso a tratti emozionato – il Presidente incaricato ha enunciato le priorità del Governo che proporrà al Parlamento: “vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani, rilanciare il Paese”, avendo “a disposizione le risorse straordinarie dell’Unione Europea.

Il compito di Mario Draghi ora non sarà semplice. Il Movimento 5 Stelle ha fatto sapere che non lo sosterrà (per ora), e le reazioni di Fratelli d’Italia, ma anche della Lega, sono state meno che tiepide, avendo ripetuto per settimane che l’unica soluzione alla crisi è il voto. E anche chi ci starà – il Partito Democratico ha comunicato subito la sua disponibilità, come pure Italia Viva, “per il bene del Paese” –  probabilmente dovrà accettare un ruolo molto meno centrale, con ministri che saranno se non proprio tecnici, certamente molto meno politici. E anche per “Super Mario”, che ora rischia di essere oggetto di aspettative gigantesche, i numeri sono numeri: anche lui dovrà cercare la maggioranza parlamentare solida che Conte non ha trovato. Mutatis mutandis.

Certo è che l’investitura ricevuta dal Presidente della Repubblica è davvero molto forte, e la ‘figuraccia’ di una politica che non è riuscita a trovare soluzioni ragionevoli alla crisi agevola le mosse dell’ex governatore della BCE; come pure il suo curriculum, a cui sarà davvero difficile muovere obiezioni. Specie dopo essere stato invocato da tutti, soprattutto da destra, come l’unico outsider capace di salvare la Patria.

Intanto, uno dei topic trend su Google rivela che molti si chiedono: ma Draghi è di destra o di sinistra? In una inusuale intervista al giornale tedesco Bild nel 2015 si definì vicino al ‘socialismo liberale’. L’Italia si augura che possa almeno essere vicino a una soluzione a una crisi che non molti sanno spiegarsi, e che possa fare in fretta.

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Sergio Celestino

Sergio Celestino è nato a Torino da qualche anno. E' cresciuto al mare, ma anche a Seattle, Brugge, Anversa e Firenze; ora vive nei pressi di un'antica città etrusca, vicino Roma, e non ha gatti. Viaggia con lo zaino per tenere mente aperta e braccia libere, dice. Da piccolo era biondo ma ora è architetto; tuttora del capricorno, è a tempo pieno camminatore e luogologo.