Incidente in Colombia: precipita aereo militare

Colombia precipita aereo

Colombia, precipita aereo militare: 8 morti. Un altro terribile lutto, stamane, sui cieli della Colombia. Un piccolo aereo militare, il Cessna Caravan, diretto in un aeroporto non lontano dalla capitale, è precipitato, per cause ancora sconosciute, nei pressi di Bogotà.
A bordo viaggiavano otto persone, cinque militari e tre civili uniti dalla stessa, tragica fatalità. Un destino che, già si vocifera, avrebbe potuto prendere un’altra direzione, quella dell’incolumità; ma l’incuria e l’umana follia sembrano, anche stavolta, aver preso il sopravvento. E, anche quest’oggi, la Colombia continua amaramente, , tristemente, precipitosamente a far parlare di se. L’ennesima tragedia, l’ennesimo tragico incidente aereo che, alle 6:40 di questa mattina, ha spezzato otto giovani vite; otto vittime che, all’alba di questo tragico giorno, viaggiavano a bordo  del piccolo velivolo Cessna Caravan. Un nuovo assurdo episodio, un angusto cortometraggio di come, troppo spesso, la realtà superi la più impavida fantasia. Un triste episodio che, stamane,  ha suggellato, negli angusti cieli di Bogotá, un patto quasi atavico, demoniaco misto a dolore, rabbia, incredulità,di fronte a un destino che, forse, poteva prendere un’altra direzione. Questo drammatico episodio appare, agli occhi di molti,  come il secondo atto di un capitolo ormai noto alle cronache di tutto il mondo: il Chapecoense.

Colombia: precipta aereo. Dal Chapecoense l’inferno del 2 Maggio 2017. Impossibile dimenticare il terribile disastro aereo che, lo scorso dicembre, ha decimato un’intera squadra calcistica,la brasiliana Chapecoense, nel lugubre cielo di Medellin, in occasione della Copa Sudamericana.   Settantuno persone, settantuno corpi strappati alla vita dalla furia assassina dell’incuria umana. Una catena deplorevole, ingiustificata, insensata, infinita di errori umani: carburante “al limite”, zero combustibile di riserva, black- out elettrico.  Ma oggi, dall’alba di questo tragico 2 maggio 2017, il dramma sembra, ancora una volta, trascinare con se lo spettro di oscuri corsi e ricorsi storici di una tragedia che, in queste ore,  è al vaglio di un’antica nefandezza chiamata umanità. 

 

 

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.