Codice di condotta ong, Medici senza frontiere rifiuta di firmare

Medici senza Frontiere rifiuta di firmare il codice di condotta ong che prevede la presenza di agenti armati a bordo delle imbarcazioni che si occupano del salvataggio di migranti. Altrettanto hanno fatto la maggior parte delle organizzazioni non governative che operano in mare: soltanto tre hanno firmato l’accordo, tra cui Save the Children. Nelle motivazioni date da Msf si legge che l’organizzazione non può accettare la presenza di armi sulle navi che soccorrono i migranti in mare, così come il divieto dei trasbordi dalle proprie imbarcazioni a quelle ufficiali.

“In nessun Paese in cui lavoriamo accettiamo la presenza di armi, ad esempio nei nostri ospedali”, ha commentato il direttore generale di Medici senza frontiere, Gabriele Eminente. Diversa l’opinione di Save the Children, tra i pochi firmatari del nuovo codice: “gran parte dei punti del codice di condotta indicano cose che già facciamo e ci sono stati chiarimenti su un paio di punti che ci preoccupavano, quindi non abbiamo avuto problemi a firmare – spiega Valerio Neri, direttore generale dell’organizzazione umanitaria attiva nel Canale di Sicilia – Siamo convinti di aver fatto la cosa corretta e mi dispiace che altre ong non ci abbiano seguito, ma evidentemente avevano altre sensibilità”.

Dura la reazione del ministro Marco Minniti, contenuta in una nota ufficiale: «Questo rifiuto pone le organizzazioni fuori dal sistema. È evidente che non possiamo consentire a organizzazioni straniere di non adeguarsi a quanto stabilito dal nostro governo e autorizzato dall’Unione Europea».  il direttore di Msf aveva fatto presente che la firma sul documento sarebbe stata apposta solo nel caso in cui il testo avesse rispecchiato le richieste delle organizzazioni, in particolare riguardo la possibilità di trasferire i migranti da una nave ad un’altra e circa il tema della polizia a bordo che – come chiedevano le organizzazioni – «non deve essere armata».

 

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».