Chi era Dmitrij Mendeleev, inventore della tavola periodica

Nato nel 1834 a Tobol’sk, Dmitrij Mendeleev fu un importante chimico russo. La sua nascita viene ricordata oggi anche da Google, che celebra la sua invenzione più importante, la tavola periodica degli elementi, con un doodle ad essa ispirato. Come non tutti forse sanno, l’idea arrivò a Mendeleev grazie ad un sogno: «Vidi una tavola sui cui gli elementi cadevano disponendosi in ordine secondo una logica. Quando mi svegliai, misi per iscritto tutto quello che avevo visto». L’idea era tanto semplice quanto geniale e risolse il problema della classificazione degli elementi chimici: lo scienziato teorizzò che le proprietà fisiche e chimiche di questi non sono mai casuali, bensì seguono un ordine ben preciso.

Il sistema scelto da Mendeleev classificava gli elementi a seconda del loro peso atomico, cioè in base al numero di protoni presenti all’interno del nucleo. La tavola includeva tutti i 63 elementi noti, più tre spazi vuoti. Da qui l’intuizione più importante del chimico, che, resosi conto di questi buchi, anziché pensare ad un errore teorizzò che appartenessero ad elementi esistenti, ma non ancora conosciuti. Il tempo e le scoperte scientifiche successive gli diedero ragione. La tavola di Mendeleev permise così di dimostrare che tra gli elementi chimici esisteva una correlazione basata sulle proprietà dei loro pesi atomici e, soprattutto, contribuì a formulare previsioni su elementi non ancora scoperti.

Quella di Mendeleev non fu la prima tavola inventata: il chimico Julius Lothar Meyer aveva pubblicato la sua versione già nel 1864, cinque anni prima dello scienziato russo. Il lavoro di Mendeleev fu comunque sviluppato in maniera del tutto indipendente e la sua tavola fu preferita, in quanto giudicata più precisa. Mendeleev morì a San Pietroburgo nel 1907. Celebre l’aneddoto sulla sua bigamia: riuscì a sposarsi una seconda volta corrompendo un prete. Lo zar di Russia lo perdonò giustificandosi così: «È vero Mendeleev ha due mogli, ma io ho un solo Mendeleev».  

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Twitter autore: @JoelleVanDyne_

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».