Catalogna indipendente ? No, anzi si, anzi tra un po’

Catalogna indipendente- l primo atto della Catalogna indipendente è stato, per usare un eufemismo, un pelo confuso. Con gli occhi del mondo puntati addosso il presidente della Generalitat de Catalunya si è presentato al parlamento regionale con i risultati del referendum ed ha dichiarato che si assumerà l’incarico di creare la nuova Repubblica di Catalogna dichiarandone l’indipendenza, però, e qui arriva il bello, la creazione del nuovo stato e l’effettività dell’indipendenza sono differite nel tempo. Insomma prima di arrivare alle estremissime conseguenze gli indipendentisti non hanno fatto il grande passo ma l’hanno rinviato sine die. Dopo la seduta, andata in mondovisione, i parlamentari dei partiti indipendentisti hanno firmato, uno alla volta, la dichiarazione di indipendenza. In serata quelli del CUP hanno detto che il rinvio ci può stare, ma che deve essere determinato subito nella sua entità e non deve essere a lungo termine: in soldoni qualche settimana.

Catalogna indipendente- Insomma questa mossa eviterebbe a Puigdemont ed ai suoi, almeno nell’immediato, l’accusa di sedizione che era stata minacciata da Madrid in modo espresso. Questo almeno nelle intenzioni degli indipendentisti. Il fatto è che per il governo, che ora è in riunione e che in mattinata si esprimerà sulla questione, la dichiarazione di indipendenza, pur se differita nel tempo, rimane un atto illecito. A metterlo in chiaro è stata ieri sera Soraya Saenz de Santamaria, che ha parlato a nome del governo dopo il teatrino del parlamento catalano. Certo Puigdemont con questo rinvio ha forse evitato l’arresto, e di certo ha evitato escalation pericolose, ma rimane il fatto che Madrid non cederà di un millimetro su questioni di sovranità. Quindi? Quindi Puigdemont ed i partiti che lo sostengono sanno benissimo di non avere dalla loro parte il popolo della Catalogna ma solo una risicata maggioranza, se tutto va bene, e la cosa, almeno fino ad un paio di anni fa veniva dichiarata apertamente dal leader indipendentista nonchè ex presidente della Generalitat, Artur Mas. Insomma arrivati allo scontro frontale, ieri sera solo i leader del CUP erano disposti ad andare fino in fondo. Quindi prendere tempo…

Catalogna indipendente- Negli ultimi giorni poi la narrazione indipendentista ha iniziato a naufragare. Tutto ciò che gli indipendentisti negavano che sarebbe successo si sta verificando: la fuga delle banche, ampiamente prevista dato che non ci voleva Nostradamus, e sempre negata dalle menzogne dei nazionalisti catalani, è avvenuta. La fuga di sei delle sette più importanti società quotate in borsa è in atto e, come hanno cercato di spiegare gli economisti, questo è solo l’inizio di una crisi che per la Catalogna sarà devastante. A nulla, proprio a nulla possono valere gli appelli alle imprese di Carles Puigdemiont: se le condizioni per fare impresa in una data nazione diventano insostenibili le imprese se ne vanno e lo fanno il prima possibile, prima che sia troppo tardi e che i costi aumentino. A livello internazionale poi i nazionalisti hanno fatto credere, con menzogne ripetute ossessivamente nel tempo, che la nuova Catalogna sarebbe entrata de facto nella UE: invece ora è chiaro che la Catalogna sarebbe fuori dalla UE. Ma questo è solo l’inizio, infatti ciò che fioccano sono le dichiarazioni di stati importantissimi che si sono affrettati a mettere in chiaro che non riconosceranno la Catalogna indipendente, tra questi; i principali paesi UE ma anche gli USA e il Messico.

Catalogna indipendente- Perchè questa follia? La Catalogna sta pagando il prezzo di una educazione infantile basata sulla xenofobia antispagnola, facendo studiare a scuola libri di testo in cui la storia viene falsificata ed interpretata in versione nazionalista. In pratica il sistema dell’istruzione catalano si è innestato su quello franchista mantenendone la tendenza propagandistica ma sostituendo il nazionalismo catalano al fascismo franchista. Per questo gli indipendentisti non hanno argomentazioni logiche o pragmatiche a sostegno delle loro tesi, ma non meglio specificati sentimenti. Il nazionalismo catalano, in effetti è una specie di religione laica che insegnata nei primi anni di vita sta condizionando un’intera generazione di cittadini e di politici che sembrano non avere altra missione nella vita se non diventare indipendenti dalla Spagna: a prescindere dalle conseguenze.

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Francesco Corrado