Caso Mediaset: aperta indagine per aggiotaggio

CASO MEDIASET – Dopo l’operazione ostile delle ultime ore da parte del gruppo francese Vivendi, la procura di Milano ha ufficialmente aperto un’indagine a carico di ignoti per il reato di aggiotaggio. La denuncia, che ha portato all’apertura del fascicolo, porta la firma di Niccolò Ghedini ed è stata depositata in risposta all’annuncio del gruppo francese che nella giornata di ieri aveva dichiarato di aver aumentato la propria quota di azioni di Mediaset dal 3 al 20%.

L’indagine è stata affidata dal Procuratore della Repubblica di Milano, Francesco Greco, all’aggiunto facente funzione del pool reati finanziari Fabio De Pasquale e sarà coordinata anche dai pm Stefano Civardi e Giordano Baggio. Oltre alla manipolazione del mercato potrebbe profilarsi alche il reato di ostacolo all’attività degli organi di vigilanza. L’accusa, per il gruppo dell’imprenditore Vincent Bolloré, sarebbe quella di aver speculato sul titolo Mediaset per tentare una scalata ostile.

LA RISPOSTA DI FININVEST – Immediata la risposta di Silvio Berlusconi che ha dichiarato: «l’acquisto di azioni Mediaset da parte di Vivendi, non concordato preventivamente con Fininvest, non può essere considerato altro che un’operazione ostile». Il Cavaliere ha poi aggiunto: «Non abbiamo alcuna intenzione di lasciare che qualcuno provi a ridimensionare il nostro ruolo di imprenditori. Per questo abbiamo aumentato la nostra partecipazione e continueremo a farlo nei limiti consentiti dalle leggi».

«Vivendi ha avuto l’opportunità, con l’accordo strategico firmato nello scorso aprile, di avviare con Mediaset una collaborazione che si preannunciava proficua per entrambi i gruppi» ha ricordato ancora il leader di Forza Italia, concludendo poi: «Purtroppo, questo accordo è stato disconosciuto da Vivendi nei modi e con le conseguenze anche giudiziarie che sono note. Non è certo questo il miglior biglietto da visita che Vivendi possa esibire nel riproporsi come azionista industriale della società».

LA POSIZIONE DEL GOVERNO ITALIANO – Sul caso Mediaset è intervenuto anche il ministro dello sviluppo economico Calenda: «Gli investimenti stranieri sono sempre benvenuti, quando portano capitale di crescita e competenze e contribuiscono allo sviluppo del tessuto industriale italiano. Quando però si tratta di un’azienda che opera in un campo strategico come quello dei media, il modo in cui si procede non è irrilevante» ha sottolineato il ministro in una nota ufficiale.

«Mi pare che questo principio sia in Francia ampiamente riconosciuto e difeso. Premesso dunque l’assoluto rispetto del governo italiano per le regole di mercato, non sembra davvero che quello che potrebbe apparire come un tentativo, del tutto inaspettato, di scalata ostile a uno dei più grandi gruppi media italiani, sia il modo più appropriato di procedere per rafforzare la propria presenza in Italia e per questo il governo monitorerà con attenzione l’evolversi della situazione».

 

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.