Blue Whale: ragazza milanese nei guai

Caso Blue Whale – Il Blue Whale continua a mietere vittime tra il popolo dei giovani internettologi. A finire nei guai, questa volta, una ventenne milanese rea, secondo quanto dichiarato dal pm Cristian Barilli, di aver “istigato al suicidio” una dodicenne romana. Contattata attraverso instagram, la giovane vittima sarebbe stata indotta a completare tutte le macabre prove previste dal gioco della balena blu: un vero e proprio lazzaretto autolesionista che, in cinquanta passaggi di tagli e azioni estreme, ha il potere di condurre al suicidio chi, disgraziatamente, decide di accettare la sfida. Nonostante i numerosi fascicoli che indagano sul fenomeno delle “morti digitali” gli inquirenti non erano, finora, mai riusciti a risalire al “mittente” del labirintico gioco della morte. Nato in Russia e diffusosi, nel giro di pochi mesi, in tutto il mondo, il Blue Whale oggi ha un nome e un volto, quello di uno degli adepti italiani, una giovane ventenne milanese, vittima e carnefice della lunga catena dei disumani orrori “digitali”.

Caso Blue Whale in Italia – La vicenda, ora al vaglio della polizia postale che sta indagando sulle dinamiche di questo nuovo e assurdo caso di “induzione al suicidio”, ha suscitato numerose polemiche e perplessità soprattutto tra educatori e genitori che si interrogano sulla pericolosità di una realtà mediatica che, oggigiorno, sembra superare i confini dell’immaginario collettivo. Un tunnel da “Cinquanta sfumature di morte”: il macabro gioco, che ha già ucciso 157 adolescenti in Russia, dura cinquanta giorni, ha regole ben precise e si conclude con il messaggio distorto di una morte annunciata: “saltate da un edificio alto. Prendetevi la vostra vita.” È questo un altro inquietante episodio di cronaca nera; l’ennesimo nell’interland lombardo, dopo gli eclatanti casi di due giovani vite spezzate, adescate “fatalmente” dalla funesta realtà mediatica. Intanto, sui tavoli della polizia postale, continuano ad arrivare segnalazioni: sono in corso 140 verifiche. Le forze dell’ordine invitano a prestare prudenza e a monitorare questo assurdo labirinto di morte, ultima frontiera della generazione x degli orrori.

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.