Cardionefrologia 2017, la battaglia della medicina per una sanità migliore

Tre lunghe giornate di lavori, sale piene, volti stanchi ma entusiasti e la promessa di ritrovarsi fra due anni con la stessa determinazione per affrontare le nuove sfide del futuro. Questo il bilancio del Congresso di Cardionefrologia, tenutosi a Roma lo scorso 15, 16 e 17 marzo.

Un Congresso che, oltre a proseguire con la tradizione iniziata trent’anni fa per l’intuizione del Professor Mario Timio, si è impegnato a portare avanti una battaglia umana, orientata alla disintermediazione tra medico e paziente e tra istituzioni e cittadini. Battaglia scientifica e politica quindi, tradotta in un unico messaggio: garantire ai pazienti una qualità di vita migliore.L’urgenza di questo messaggio è evidente se si osserva l’attuale contesto sanitario, dove la spesa pubblica, senza una programmazione e razionalizzazione, è appannaggio delle malattie croniche e la sanità, sregolata e disomogenea, invece che a prevenire pensa a curare.

Cardionefrologia 2017 quindi, posizionandosi in questo contesto complesso, non si è potuta esimere dal prendersi carico di questo impegno. Nella conferenza stampa di presentazione dell’evento, tenutasi il 14 marzo presso il Consiglio Regionale del Lazio, Alberto Santoboni, presidente del Congresso, lo ha chiarito molto bene: “Questo Convegno non vuole essere una cattedrale nel deserto o una discussione tra esperti, ma un punto da cui si parte per arrivare alla medicina pratica, ai medici di base, fino a raggiungere i pazienti, che sono il nostro obiettivo. Se noi agissimo in maniera professionale inoltre potremmo incidere, oltre che sulla salute, anche sull’economicità e questo si ottiene facendo prevenzione”.

Sulla stessa direzione le parole di Daniele Leodori, presidente del Consiglio Regionale del Lazio, pronunciate durante la conferenza stampa: “È giusto porre l’accento sul tema della prevenzione. In questo Paese si è sempre guardato all’immediato ed è chiaro che investire sulla prevenzione non dà risultati immediati. Questa tendenza non si è mai conciliata con le esigenze della politica, ma stiamo cercando di invertire la tendenza e investire sulla prevenzione che nell’immediato può essere un costo ma che, nel medio lungo periodo, diventa un abbattimento di costi. Iniziative come quella di Cardionefrologia ci danno indicazioni chiare, dove tutta la comunità scientifica ci invita a investire e a ragionare sul tema della prevenzione”.

Ricerca scientifica, prevenzione, impatto sui pazienti e collaborazione. Questi i concetti chiave emersi durante tutte le fasi che hanno accompagnato e accompagneranno il Congresso di Cardionefrologia.

Il prossimo appuntamento è per il 2019, ma l’impegno di Cardionefrologia non si ferma. Per rimanere sempre al corrente delle tematiche di tipo scientifico e organizzativo legate alla Cardionefrologia è possibile digitare l’hashtag #cardionefro2017 sui social network e seguire i canali dedicati all’evento.

 

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Redazione