Blue Monday, oggi è il giorno più triste dell’anno

Sembra essere proprio oggi, il terzo lunedì di gennaio, il giorno più triste dell’anno. Secondo lo psicologo inglese Cliff Arnall che circa quindici anni fa ha ribattezzato questo giorno con equazioni e calcoli delle probabilità alla mano e diventato nel Regno Unito un’autentica festa nazionale, questa giornata “nera” dovrebbe essere il risultato di alcune variabili: le condizioni meteo sfavorevoli del periodo, le poche ore di luce, le conseguenze delle spese effettuate nel periodo natalizio, la mancanza di soldi in attesa del prossimo stipendio, i sensi di colpa e la stanchezza del rientro a lavoro con ritmi frenetici. In realtà, l’origine di questa infondata tesi risalirebbe ad una richiesta commerciale di Sky Travel, mirata a far vendere più viaggi nel mese di gennaio, periodo in cui le partenze registrano da sempre il picco negativo. Fu proprio Sky infatti a rendere pubblico lo “studio” dello psicologo inglese, sfruttando la tristezza come spinta a partire. Recentemente anche aziende che vendono superalcolici hanno deciso di promuovere il Blue Monday come scusa per convincere i consumatori e i clienti a combattere uno sconforto auto-indotto Peccato che per la depressione, quella vera, non sia certo sufficiente né prenotare una vacanza né tanto meno bere un buon drink.

Nonostante il tentativo degli scienziati di smontare la “folle” tesi di Arnall, l’ipotesi del Blue Monday ha continuato ad autoalimentarsi sia sul web che sui vari media, così anche quest’anno i tabloid inglesi si sono prodigati nel solito lungo elenco su come aggirare e provare a sopravvivere a questa giornata cupa e deprimente, sforzandosi di adottare una diversa ottica. In realtà, forse proprio grazie al Blue Monday, la tristezza e la malinconia sembrerebbero due sentimenti da rivalutare. Nello spettro delle emozioni dell’esperienza umana, proprio quelle più cupe ci aiuterebbero a dare un corretto valore a tutte le altre, più positive. E allora che Blue Monday sia e, malgrado la sua infondatezza, in bocca al lupo a tutti!

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@vale_gallinari

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Valentina Gallinari

Nata in una città di mare, da quando vive a Roma si domanda se la presenza dei gabbiani in giro per il centro, sia l'inequivocabile presagio della fine del mondo...Laureata in storia dell'arte, ama la fotografia, le vecchie polaroid, il cinema e il mercato di Testaccio di sabato mattina. Aspirante giornalista, trascorre il suo tempo tra gatti e mostre fotografiche, ma soprattutto a sperare che questo sogno diventi realtà.