Blitz contro il clan Moccia: 45 arresti

Questa mattina le forze dell’ordine hanno sferrato un colpo durissimo al clan Moccia. Alcuni dicono sia un colpo definitivo alla cosca che fa affari tra la zona del napoletano di Casoria, Frattamaggiore, Afragola, Cardito, Caivano, Acerra e Roma, dove da anni si è trasferito il capo, Luigi Moccia, e dove il sodalizio criminale ha avviato una quantità di attività commerciali, soprattutto nell’ambito della distribuzione di prodotti alimentari e nel settore turistico.

Alle indagini di competenza della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e delegate alla Direzione Investigativa Antimafia guidata da Giuseppe Linares hanno contribuito i Carabinieri di Castello di Cisterna, la Squadra Mobile di Napoli e la Guardia di Finanza. Le accuse sono di associazione mafiosa, riciclaggio di ingenti somme di danaro, estorsione aggravata e possesso di armi comuni e da guerra.

Le indagini hanno ricostruito l’organigramma del clan Moccia, cioè la sua organizzazione, i ruoli di responsabilità e le modalità di divisione dei profitti, di solito utilizzando attività lecite in cui riciclare i danari illeciti. Le attività sono quelle tipiche delle associazioni mafiose come le estorsioni e la capacità di imporre forniture per gli appalti sia a privati che al settore pubblico, ma non solo. Tra i filoni seguiti dagli investigatori, infatti, c’è anche quello relativo alla capacità del clan di infiltrarsi negli apparati dello Stato.

Le indagini si sono avvalse del contributo di molti pentiti e si sono in parte svolte all’interno degli istituti penitenziari (anche col monitoraggio dei colloqui) da cui gli associati riuscivano a far uscire dei “pizzini” per comunicare con l’esterno e poter così gestire il clan anche in condizione di sorveglianza. Il clan Moccia negli ultimi anni è stato bersagliato dall’attività delle forze dell’ordine che hanno portato al sequestro di circa 10 milioni di euro al capo clan.

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Francesco Corrado