Bari, maxi sequestro di alimenti scaduti pronti per la vendita

Siamo alle solite. Oltre un quintale di alimenti scaduti, tra carne e pesce, conservati in modo non consono alle norme igieniche, erano stati accatastati in un negozio cinese. Ovviamente non possedevano alcuna tracciabilità, e le scadenze, peraltro non presenti su tutta la merce, erano, come accennato, abbondantemente superate. I Carabinieri della Stazione di Casamassima e del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Bari, davanti a questo scenario inquietante e ritenuto  molto dannoso per la salute dei cittadini, si sono visti costretti a procedere con l’ennesimo sequestro di merce avariata.

Il sequestro ha compreso tutta la merce ed i diversi frigoriferi (fatiscenti) in cui era ricoverata, per un valore che si aggirerebbe a circa 50 mila euro. La scrupolosa operazione è avvenuta sotto la supervisione del Comando Provinciale di Bari  e del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, i quali hanno provveduto ad accertare che fossero rispettate le attuali normative vigenti in materia di igiene e salute pubblica. Il sequestro, come già accennato, ha riguardato un negozio di alimentari di circa 300 metri quadri nel quale sono stati trovati accatastati in malo modo oltre 100 chili di prodotti ittici e di carne ritenuti appunto non idonei al consumo.

L’esercizio commerciale, come suddetto, era gestito da una cittadina cinese, la quale, con naturalezza, aveva messo in vendita questi generi alimentari in cattivo stato di conservazione (in particolare, ricordiamo, prodotti ittici freschi e surgelati, nonché carne, il tutto confezionato in in maniera non solo errata ma anche improvvisata), privi di quei requisiti di sicurezza imposti dalla normativa nazionale ed europea per poter essere commercializzati al pubblico. Tutti gli alimenti erano destinati ad essere venduti sia all’ingrosso che al dettaglio. Purtroppo, scenari di questo genere sono sempre più frequenti, e non solo negli esercizi commerciali gestiti da extracomunitari, per questo motivo è bene controllare la data di scadenza dei cibi che portiamo in tavola, ma anche accertarci che possiedano una tracciabilità consona alle normative vigenti in materia di igiene alimentare.

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.