Baby timoniere fermato a Palermo: sul suo gommone 10 cadaveri

Nelle ultime ore sono sbarcati nel porto di Palermo oltre mille migranti. La polizia e la guardia di finanza hanno fermato i sei scafisti che li trasportavano: tre uomini del Gambia , due del Senegal ed un nigeriano. I migranti, stipati disumanamente a bordo di quattro gommoni, sono stati salvati dalla nave “Dattilo”. Durante i soccorsi, purtroppo, sono stati rinvenuti anche dieci cadaveri.

La guardia costiera che si è occupata dei soccorsi aveva già individuato gli scafisti, ma, successivamente alle indagini della squadra mobile e della guardia di finanza, è stato possibile accertare con sicurezza chi fossero i sei uomini a capo delle imbarcazioni di fortuna. I migranti, interrogati circa il viaggio, hanno raccontato che, prima salire a bordo dei gommoni, sono stati condotti in locali fatiscenti sulle coste libiche, con scarse razioni di cibo e sotto stretta vigilanza armata, in seguito sono stati trasferiti sui gommoni mediante piccole imbarcazioni e da lì è iniziato un viaggio da incubo, viaggio peraltro affidato a uomini che si sono improvvisati “timonieri” senza averne mai avuto alcuna esperienza.

Tra gli scafisti è stato fermato anche un 17enne alla guida del gommone su cui sono stati rinvenuti dieci cadaveri, tra cui quelli di tre bambine. I migranti hanno raccontato che gli improvvisati “timonieri” avevano appreso da altri componenti della banda di scafisti poche ed elementari nozioni di navigazione pochi minuti prima di partire. I fermati sono stati accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mentre il baby scafista dovrà rispondere anche del reato di omicidio poiché, sempre secondo il racconto dei testimoni, durante la navigazione, quando già il gommone era in condizioni precarie, aveva imbarcato una notevole quantità di acqua. Il giovane timoniere, al momento dei soccorsi, ha inoltre tentato di confondersi tra i migranti e, come se non bastasse, ha fatto rovesciare sul fondo del gommone alcune taniche di carburante, le cui esalazioni hanno stordito diversi individui che non solo sono stati soffocati dall’acqua che si era accumulata sul fondo dell’imbarcazione, ma sono anche stati calpestati dagli altri migranti che tentavano di guadagnarsi la salvezza.

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.