Attentato a Tel Aviv: bloccati gli ingressi

A seguito dell’attentato terroristico di mercoledì a Tel Aviv, durante il quale sono stati uccisi quattro israeliani e ferite altre cinque persone, il governo Netanyahu ha deciso di sospendere l’ingresso a 83 mila palestinesi e a 500 residenti di Gaza per tutta la durata del Ramadan, che per il mondo musulmano si è aperto il 6 giugno e andrà avanti sino al 5 luglio. Lo riferisce una nota del Cogat (l’autorità di governo dei territori): “Tutti i permessi per il Ramadan, in particolare per le visite di famiglie dalla Giudea-Samaria (Cisgiordania) in Israele, sono congelati

L’attacco è avvenuto all’interno del Mercato Sarona e poi nei pressi del teatro Cinemateque, luoghi assai frequentati ed aperti sino a a tardi. Gli attentatori sono due cugini palestinesi ventenni, i quali dopo essersi seduti al ristorante Max Brenner hanno iniziato a sparare sulla folla. I due sono poi scappati per essere infine catturati vicino al teatro.

A Hebron l’attentato è stato festeggiato ed il funzionario di Hamas, Mushir al-Masri ha dichiarato che “L’attentato è una risposta ai crimini israeliani a Gaza e in Cisgiordania. Questa operazione è stata effettuata dopo un certo periodo di tempo, in cui alcuni pensavano che l’Intifada si fosse interrotta a causa di arresti e operazioni di sicurezza, ma l’attacco dimostra che l’Intifada è ancora in corso”

L’attentato costituisce l’ennesimo colpo al fragile processo di pace in atto nell’area a pochi giorni dalla comunicazione da parte di Lady Pesc Federica Mogherini della prossima presentazione di un progetto congiunto ONU, UE, Stati Uniti e Russia per rilanciare il dialogo fra le parti. Il dipartimento di stato americano ha condannato l’attacco mentre Netanyahu si prepara a rispondere, inviando altre due battaglioni in Cisgiordania.

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno