Attentati del 22 marzo, un anno dopo è ancora terrore

22 MARZO, UNA DATA CASUALE? – Mentre in Belgio si stava celebrando la ricorrenza degli attentati del 22 marzo 2016, nei quali persero la vita ben 32 persone, a Londra, come abbiamo raccontato in questo articolo, è andato in scena l’ennesimo capitolo di quella che ormai è una vera e propria guerra quotidiana, quella con il terrore. Un uomo, la cui identità è al momento ancora sconosciuta, a bordo di un SUV nero, ha prima travolto varie persone sul ponte di Westminster, poi, una volta arrestata la sua folle corsa, ha ucciso un agente di polizia con un coltello di circa 15 cm, prima di essere a sua volta ucciso dagli altri agenti posti a protezione del Parlamento inglese. Alla fine di questa follia i morti sono 5, tre a causa dell’impatto con il SUV, il poliziotto accoltellato e lo stesso attentatore, senza contare i numerosi feriti.

STESSA DATA, DINAMICHE OPPOSTE – Quello che colpisce dell’attentato di Londra, è la data, ossia il 22 marzo, lo stesso giorno di quelli avvenuti in Belgio lo scorso anno. Se le date coincidono, le modalità dei due attacchi, al contrario, sono state totalmente diverse. Lo scorso anno gli attentati portati a compimento dai martiri dell’ISIS furono coordinati e simultanei, e posti in atto attraverso l’utilizzo di esplosivi. In questa occasione invece, il modus operandi sembra molto più vicino a quello delle stragi di Nizza e Berlino, con dei “cani sciolti” che utilizzano autovetture o camion per falciare la folla, finendo poi il lavoro attraverso l’utilizzo di armi bianche, di più facile reperibilità rispetto alle armi da fuoco. Questa totale differenza tra i due metodi utilizzati sembrerebbe smentire qualsiasi ipotesi di correlazione tra i due eventi, ma finché non verrà resa nota l’identità dell’attentatore, nessuna pista può essere scartata a priori.

IL MISTERO DELL’IDENTITA’ – Nelle ultime ore sembrava si fosse arrivati anche a scoprire l’identità dell’attentatore di Londra, identificato in tale Trevor Brooks, noto come Abu Izzadeen, ma la notizia è stata smentita. Sembra infatti che Izzadeen, portavoce in passato di un’organizzazione islamica messa al bando nel 2006 e già arrestato per aver raccolto fondi per organizzazioni terroristiche, sarebbe tutt’ora in prigione, e dunque non potrebbe materialmente essere l’attentatore di Westminster.

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.