Arrestato scafista a Milazzo, continuano le proteste contro i migranti

ARRESTATO SCAFISTA – La polizia ha eseguito a Milazzo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del siriano Amer Alyassin (31 anni), perché accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’uomo è ritenuto responsabile del trasportato di 796 migranti, di cui ha favorito l’ingresso illegale nel territorio dello stato. I migranti di nazionalità turca, libanese e siriana, dopo avere pagato una somma di 6000 euro ciascuno, sono stati costretti ad affrontare un viaggio durato circa una settimana rinchiusi nella stiva senza cibo né acqua. Alyassain si era reso irreperibile ma poi è stato individuato a Milazzo, era ricercato da 2 anni.

PROTESTE IN PROVINCIA DI MESSINAA Castell’Umberto, sempre in provincia di Messina a 70 km da Milazzo, un gruppo di una cinquantina di migranti è stato inviato dal prefetto in un ex hotel. La decisione ha scatenato le proteste di parte degli abitanti che hanno bloccato le vie d’accesso, mentre il sindaco Vincenzo Lionetto Civa ha bloccato l’allaccio dell’energia con un gruppo elettrogeno e quindi nella struttura non vi è energia elettrica: “Ieri sera mi è stato comunicato l’arrivo di 25 persone. Altri 25 dovevano essere portati nel comune di Merì, ma è stato poi accertato che l’immobile scelto non aveva i requisiti di agibilità, quindi tutti e cinquanta sono venuti nel mio comune – scrive il primo cittadino – alla notizia dell’arrivo dei migranti, alcuni abitanti hanno circondato la struttura, ma gli ospiti erano già dentro”.

POLEMICA HOTSPOT – Intanto a livello nazionale tiene banco la polemica hotspot, ovvero i centri destinati allo smistamento dei migranti in arrivo in Italia. Oltre ai quattro permanenti (Lampedusa, Pozzallo, Trapani e Taranto), il Ministero degli Interni sta valutando se alleggerire la pressione in quei porti attivando degli hotspot temporanei. L’ipotesi della conversione di una banchina del porto di Civitavecchia ha portato ad una forte protesta nella città, nella quale si è recato anche Matteo Salvini, inasprendo i toni di una vicenda già delicata.

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