Italia in subbuglio per l’unione tra gay

Non è stato un evento privo di conseguenze quello derivante dalla decisione, da parte di Alfano, di annullare i matrimoni gay tra italiani contratti all’estero. L’Anci, infatti, Associazione Nazionale Comuni Italiani, rappresentata da Piero Fassino, si sta attivando per fare in modo di colmare il vuoto legislativo che circonda la delicata questione.

E proprio Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci, ha concretizzato questo concetto mandando un messaggio diretto a Matteo Renzi e ad Angelino Alfano, chiedendo loro un incontro volto a definire meglio una situazione che, alla fine, “la legge riconosce in capo agli enti locali”. E molti sindaci stanno seguendo le orme “liberali” di Fassino, perseguendo lo scopo di garantire il rispetto dei diritti civili. Esempi pratici sono personificati da Enzo Bianco, primo cittadino di Catania, da quello di Livorno, Messina, Bologna, Pescara e Milano, con Giuliano Pisapia che ha trascritto sette matrimoni tra omosessuali contratti all’estero. C’è da dire però che qui ognuno agisce a modo suo e, allo stesso modo, ognuno rimane irremovibile nella sua posizione. C’è infatti chi attua da liberale rivoluzionario, come appunto Pisapia, e chi invece si dimostra fedelissimo verso la tradizione, come per esempio Alfano, che ribadisce il rifiuto di qualsiasi disobbedienza civile. Ma anche come il Comune di Grosseto, che ha eseguito la sentenza della Corte d’appello di Firenze che, a sua volta, aveva accolto il ricorso della procura contro la trascrizione di un matrimonio gay svoltosi all’estero. Di fronte a questo caos idealistico è quindi raccomandabile seguire il consiglio di Fassino: colmare il vuoto legislativo sull’unione tra gay.

Twitter @IlariaPetta

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Ilaria Francesca Petta

Più di là che di qua, nel senso metaforico...ma anche letterale. Classe 1986, nasco sotto il segno dei gemelli, di cui sono una chiara rappresentazione. Senza terra sotto ai piedi, con uno spiccato senso internazionalistico, credo che l'Italia sia un Bel Paese in declino, legato ancora a un glorioso passato. Laureata in lingue e traduzione, mi sono immersa in questa odissea, chiamata giornalismo, a 26 anni..forse tardi, ma assicuro che sto recuperando in pieno. Masterizzata in Comunicazione e Media nelle Relazioni Internazionali girovago come tirocinante, al momento nella Commissione europea a Roma.

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