Ambasciatore USA a Pechino si dimette per protesta contro Trump

Si è dimesso David Rank, ambasciatore Usa a Pechino, per protestare contro le recenti politiche dell’amministrazione Trump. La notizia, diffusa dai media statunitensi, è stata confermata dal Dipartimento di Stato. Lo stesso Rank ha motivato il suo addio chiamando in causa la decisione di Trump di uscire dall’accordo di Parigi sul clima. L’uscita degli Stati Uniti è un duro colpo assestato alle politiche ambientali di Obama, considerato il suo ruolo decisivo a Parigi. Con la decisione di fare un passo indietro, Trump ha voluto inoltre segnalare al mondo come la lotta al cambiamento climatico non sarà una priorità del suo governo nei prossimi anni.

L’ex ambasciatore Usa a Pechino ha spiegato di non essere in grado, come “genitore, patriota e cristiano”, di notificare formalmente a Pechino la decisione degli Stati Uniti. Rank, che a fine anno sarebbe potuto andare in pensione, ha tenuto un discorso allo staff dell’ambasciata, dichiarando “in coscienza” di non poter svolgere il compito. Rank, ambasciatore in uno dei paesi più inquinati del mondo, aveva fatto della lotta all’inquinamento uno dei suoi punti di forza. Così come il suo predecessore Gary Locke, che si dimise tre anni fa, ufficiosamente perché non riusciva più a tollerare l’aria pesante per sé e per la sua famiglia.

Al posto di David Rank è stato temporaneamente nominato Jonathan Fritz, in attesa dell’arrivo del nuovo ambasciatore Terry Branstad, ex governatore dell’Iowa con forti legami con Xi Jinping. Branstad stato confermato nella nuova carica il 22 maggio scorso ma deve ancora completare la formazione diplomatica. Non è il primo caso di un gesto in aperto contrasto con l’amministrazione Trump: dopo le critiche del presidente al sindaco di Londra a seguito degli attentati, l’incaricato d’affari Usa in Gran Bretagna Lewis Lukens ha tenuto a manifestare al primo cittadino Sadiq Khan il suo aperto sostegno.

 

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».