Allatta il figlio e si suicida: giovane mamma muore in ospedale

Allatta il figlio e si suicida: giovane mamma muore in ospedale

Neomamma si uccide in ospedale dopo aver allattato il figlio. L’ultimo post su Facebook: “La vita ti mette a dura prova”.

Antonietta Corinto aveva 26 anni. Era in ospedale e aveva da qualche giorno dato alla luce un maschietto. Poi, dopo averlo allattato, al sesto piano dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, ha aperto la finestra, è salita sul cornicione e si è lanciata nel vuoto, davanti agli occhi dei presenti, che hanno tentato invano di fermarla. Da quanto si apprende, la donna si era recata al Reparto di Terapia Intensiva neonatale, sito al sesto piano della struttura ospedaliera, per allattare il piccolo. Subito dopo, la tragedia.

La giovane donna era originaria di Sapri (Salerno), e aveva partorito venerdì. Era in buone condizioni di salute, si ipotizza, quindi, che la depressione post partum possa averla spinta al tragico gesto. Tuttavia, sembra che la neomamma stesse vivendo un periodo difficile, come testimoniano i post pubblicati su Facebook. È di venerdì l’ultimo post, dedicato al figlio e al marito Gerardo, sposato nel 2016: «La vita a volte ti mette a dura prova. Ma io e te come facciamo da tanti anni insieme, tenendoci mano nella mano, affrontiamo tutto con coraggio e andiamo avanti…sfidando ogni ostacolo! Oggi siamo diventati genitori, la vita ci ha premiato e i miracoli esistono. Benvenuto al mondo piccolo scricciolo di mamma e papà!”.

Il marito si è recato nell’ospedale di Salerno per vedere la salma della moglie. L’azienda ospedaliera ha espresso cordoglio in una nota, nella quale “manifesta massima vicinanza alla famiglia della donna ed esprime cordoglio per l’immane dolore che l’ha colpita”.

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Ramona Bastiani

Io so di non sapere, diceva Socrate, ed è questo che mi spinge ad incamminarmi su sentieri inesplorati. Da sempre appassionata di classici greci e latini, mi laureo in...lettere, diranno i lettori...e invece no: giurisprudenza. Armata di pazienza e di coraggio, dritta verso l'ostacolo: il concorso in magistratura. Nel frattempo, pratica forense e tirocinio al Tribunale penale si sono presi il loro spazio. Mi piace esprimermi, in qualsiasi forma, se non esiste la invento. Parlando, ballando, facendo shopping, suonando la fisarmonica, interpretando norme di legge o scrivendo versi in rima, io devo dire la mia. Quale occasione migliore del giornalismo? Mentre mi godo le mie metamorfosi, non rinuncio alla pizza e alla zumba.