Alejandro Aravena, Premio Pritzker 2016

“Un riconoscimento importante che farà da viatico all’impegno di Aravena come direttore del settore architettura della Biennale di Venezia 2016”, sono queste le parole con cui il Presidente del Consiglio Matteo Renzi commenta il vincitore del Premio Pritzker 2016, l’architetto cileno Alejandro Aravena. Considerato il premio Nobel dell’architettura, il Premio Pritzker sin dal 1976, anno della sua fondazione, è una meta ambita da tutti gli architetti del mondo.

La scorsa edizione aveva visto salire sul podio Frei Paul Otto e il riconoscimento era stato decretato proprio alla viglilia della sua morte. Se quest’ultimo era stato insignito del Prtizker per le sue idee “visionarie, il suo spirito curioso, la fede nella condivisione delle conoscenze e delle invenzioni e il suo modo di utilizzare con giudizio e parsimonia le risorse“, Aravena ha conquistato la giuria per essersi impegnato nel migliorare gli spazi urbani e per aver “sperimentato una pratica collaborativa in grado di produrre lavori di architettura di grande potere, capaci anche di affrontare le sfide chiave del ventunesimo secolo. Il suo lavoro offre opportunità economiche alle persone meno privilegiate, mitiga gli effetti dei disastri naturali, riduce i consumi energetici e genera spazi pubblici accoglienti. Innovativo e ispirato, egli mostra come l’architettura nella sua più alta espressione possa migliorare la vita delle persone”. La notizia della sua vittoria è arrivata da Chicago, direttamente dalla Fondazione Pritzker e la cerimonia ufficiale di consegna del premio si terrà il 4 prossimo aprile a New York.

Alejandro Aravena, classe 1967, è il primo architetto del Cile a vincere questo premio e il quarto in America Latina dopo Luis Barragán (1980), Oscar Niemeyer (1988), Paulo Mendes de Rocha (2006). Ha commentato la notizia affermando di essere ancora incredulo ma felice, soprattutto perché per una volta si è voluto guardare altre realtà in qualche modo marginali.

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Mariachiara Oliva

Più conosciuta sotto falsa identità, i suoi migliori amici sono i libri, la musica e la scrittura. Cura un blog e ha scritto un lungo componimento poetico, ma sempre sotto falso nome. Non ama parlare di sé, preferisce che lo facciano gli altri. Ma in sua presenza, che sia chiaro. Da quando collabora con TV & Costume ha capito che il televisore non è solo un'estensione del tavolino.