Turchia, 13 arresti per l’attacco all’aeroporto di Istanbul

L’aeroporto Ataturk riparte ma a 36 ore dall’attentato le “nebbie” non ancora si diradano. Partiamo dalle cose certe. Nel corso della notte è avvenuto il decesso di uno dei feriti che porta il numero delle vittime a 42. A questo se ne potrebbero aggiungere altri dato che i feriti gravi sono una quarantina, anche se la stragrande maggioranza sarebbe fuori pericolo. Pare certa la mancanza di italiani nell’elenco dei feriti che attualmente sono 239. Altra cosa certa, ma questa desta non poche sorprese, è che l’aeroporto Atatürk è tornato a funzionare a pieno regime nonostante disfunzioni e lentezze dovute al maggior numero di controlli ed ai disagi dell’attentato. Per ottenere questo risultato le autorità locali hanno effettuato i lavori nella zona dell’aeroporto colpita dall’attentato. La “solerzia” con cui si è ripulita la zona e si è proceduto ai lavori hanno ovviamente reso impossibile, dati i tempi, di poter fare un lavoro di sopralluogo giudiziario accurato per cui a detta di molti analisti potrebbero essere andate perdute prove o quantomeno indizi potenzialmente utili per le indagini.
La polizia turca avrebbe arrestato 13 persone durante la notte, mentre niente ancora si sa dell’identità della donna appartenente al commando arrestata durante l’azione terroristica. Niente si sa poi dei tre terroristi che sono riusciti a fuggire dall’aeroporto, non si ha notizia di una loro cattura, anzi sembra che, almeno in Italia, l’attenzione mediatica su di loro sia scarsa. La polizia ha dichiarato che sono stati però identificati i tre terroristi morti nell’azione. Venendo alle indagini è saltato fuori, come spesso accade in questi casi, che i servizi segreti turchi avessero avvisato di un possibile attentato contro l’aeroporto Ataturk e che l’allarme fosse stato dato una ventina di giorni fa. Questo porterebbe a spostare i riflettori delle indagini sull’ISIS.

C’è la ragionevole certezza negli inquirenti che i curdi non c’entrino niente e la cosa sembra avere un senso anche dal punto di vista geo-strategico per come si sono evolute ultimamente le cose nella vicina Siria e nei rapporti tra Turchia da un lato e Russia e comunità curda dall’altro.In soldoni, dopo un periodo di relativa (e provata) connivenza tra governo turco ed ISIS, nelle settimane passate il pressing della comunità internazionale avrebbe fatto cambiare la strategia turca in Siria e nei confronti dello Stato Islamico, per cui l’attentato all’aeroporto sarebbe una ritorsione dell’ISIS per questo cambio di atteggiamento.

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Francesco Corrado