Addio a Mario Amodio, ex operaio dell’Ilva e campione mondiale (VIDEO)

Mentre al tavolo istituzionale ministri, sindaci e governatori continuano a discutere sui ricorsi e sulla chiusura definitiva dell’Ilva, la fabbrica metallurgica di Taranto continua in silenzio a mietere le sue vittime. A 39 anni è morto Mario Amodio, ex operaio del reparto Carpenteria dello stabilimento Ilva che nel 2005 aveva contratto la sclerosi multipla e nel 2008 un carcinoma alla lingua e alla faringe che gli impediva persino di parlare. Era stato assunto in fabbrica all’età di 18 anni e per anni aveva continuato a respirare quella micidiale polvere rossa che piano piano gli ha tolto tutto, prima la salute e la parola e poi si è presa anche la vita. Mario Amodio era stato campione mondiale di karate contact nel 2007 e per anni aveva continuato a combattere, in palestra e nella vita, nonostante la malattia.

L’ex operaio, che perse anche l’assegno di accompagnamento dell’Asl perché dissero che le sue condizioni erano migliorate, insieme alla moglie Felicetta aveva raccontato la sua storia nel corso della trasmissione Rai di Domenico Iannacone ‘I Dieci Comandamenti’ andata in onda nel marzo del 2014. “Operavo – svelò – sui convertitori, nelle acciaierie, tra lance che immettono ossigeno e saldatrici. Lì la polvere minerale brillava, me la ricordo ancora come un incubo luccicante. Me la sentivo in gola tutto il giorno”. Il lavoratore dichiarava, come molti operai, di non provare odio per la fabbrica, ma di esserne anzi debitore per avergli permesso di mangiare e di lavorare per anni. Pensiero condiviso dalla maggior parte degli abitanti di Taranto che si trovano costretti a scegliere tra uno straccio di lavoro in fabbrica per sopravvivere e una vita avvelenata dalle conseguenze pressoché certe.  A Taranto c’è infatti una percentuale molto più alta della media di morti per tumore e nel quartiere Tamburi che si trova nei pressi nella zona industriale della città, è stato persino vietato ai bambini di giocare per strada. Una città perennemente avvolta da un’inquietante nube rossa  che è diventata il cancro di questo paese.

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@vale_gallinari

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Valentina Gallinari

Nata in una città di mare, da quando vive a Roma si domanda se la presenza dei gabbiani in giro per il centro, sia l'inequivocabile presagio della fine del mondo...Laureata in storia dell'arte, ama la fotografia, le vecchie polaroid, il cinema e il mercato di Testaccio di sabato mattina. Aspirante giornalista, trascorre il suo tempo tra gatti e mostre fotografiche, ma soprattutto a sperare che questo sogno diventi realtà.