70 anni dalla bomba di Hiroshima

Oggi ricorronno i 70 anni dalla bomba atomica lanciata su Hiroshima. Alle 8.15 del 6 agosto 1945, gli Stati Uniti sganciarono la prima di due bombe che avrebbero letteralmente distrutto l’avversario.
Nel corso della cerimonia di commemorazione, Shinzō Abe, ha ricordato: «Il Giappone è l’unico Paese al mondo che ha subito un bombardamento atomico in guerra. E la nostra missione è quella di trasmettere al mondo e alle generazioni future la natura inumana delle armi nucleari». Inoltre ha dichiarato: «Presenteremo una nuova risoluzione all’assemblea dell’Onu del prossimo autunno per l’eliminazione delle armi nucleari». Il premier nipponico non ha nascosto che tra gli obiettivi del proprio Pese vi è quello di un mondo «libero dalle armi nucleari attraverso misure realistiche e pratiche».
Oggi, a Hiroshima, è stato osservato un minuto di sienzio per ricordare il dramma che ha segnato la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Tra le nazioni rappresentate al Memoriale della Pace, a cui hanno preso parte più di 55.000 persone e che si è svolto nei pressi dell’epicentro dell’attacco, per la prima volta anche un rappresentante dell’amministrazione Usa: l’ambasciatrice in Giappone Caroline Kennedy.
Kazumi Matsui, sindaco di Hiroshima, ha spronato a promuovere la via della pace sancita dalla Costituzione nipponica in tutto il mondo. Nell’articolo 9, il Giappone rinuncia per sempre alla guerra e all’uso della forza per risolvere le controversie internazionali. Inoltre, ha epresso la speranza di una visita dei leader internazionali, ma soprattutto del presidente americano Barack Obama alle città di Hiroshima e Nagasaki, in occasione del G7 del 2016, così da poter ascoltare le testimonianze dei sopravvissuti alla tragedia.
Lo scorso marzo, il numero dei hibakusha, ossia dei sopravvissuti all’atomica, ammontava a 183.519 di persone con un’età media intorno agli 80 anni.

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Maria Laura Serpico

Bionda, bassa e sognatrice. Se è vero che ogni riccio è un capriccio, con me la vita non è mai noiosa. Mi definisco una “persona frenetica”, alla continua ricerca di nuovi stimoli. Il mio colore preferito è il verde, perché la speranza è l’ultima a morire! Le cose che preferisco fare sono: parlare, parlare e… parlare! Ma non temete, in caso di necessità, sono pronta ad ascoltare: ogni incontro, ogni viaggio, ogni situazione imprevista può essere fonte di arricchimento personale. I miei studi mi hanno portato verso il mondo della scienza politica poiché credo che, benché i più non lo vogliano ammettere, niente e nessuno le è immune. Spettacolo e cultura mi affascinano da sempre, in quanto mix perfetto di storia e sensibilità personale. Perché scrivere? Per dare modo a tutti di “vedere” (quasi) tutto: una pretesa impossibile, ma d’altronde la vita è una sfida continua.