Vertice di Tallinn: UE contro apertura nuovi porti

Il vertice di Tallinn si è appena concluso e le cattive notizie non riguardano solo i migranti. Oggetto del vertice dei ministri degli interni dell’Unione Europea, era la gestione dei flussi migratori. Tre i punti fondamentali che sono stati analizzati: Regole sulle ONG, sui salvataggi e i rimpatri; aiuti ai Paesi da cui partono i barconi; l’apertura di nuovi porti in Europa per la ricezione dei migranti. L’ultimo punto era proposto dall’Italia a cui è stato rifilato un secco no praticamente da tutti. Francia, Spagna, Germania e Olanda si sono rifiutati.

 

Fronte comune UE contro l’apertura di nuovi porti

 

«Non sosteniamo la cosiddetta regionalizzazione delle operazioni di salvataggio» ha dichiarato il ministro degli interni tedesco Thomas de Maiziere, poco prima di arrivare al vertice di Tallinn. Gli fa eco il collega belga Theo Francken: «Non credo che il Belgio aprirà i suoi porti» per accogliere i migranti soccorsi nel Mediterraneo. «Aprire più porti non risolverà il problema. Bisogna pensare al ruolo che i porti vertice di tallinnafricani potrebbero avere» dice il ministro per la Sicurezza e Giustizia olandese Stef Blok. Qui si tocca uno dei problemi maggiori di questa “emergenza”, ovvero il mancato dialogo con i Paesi da cui questi flussi provengono. Se è vero che la soluzione sarebbe quella di lavorare sulla partenza e non sull’arrivo (visione comunque miope e riduttiva), allora l’assenza di rappresentanze dei Paesi in questione rappresenta un fatto grave. Se non fosse che molti dei Paesi che oggi chiudono i loro porti hanno fortemente contribuito alla destabilizzazione politica in quelle stesse aree.

 

Triton non cambia

Si è discusso anche di Triton al vertice di Tallin. La missione interforze dell’UE che monitora le acque del Mediterraneo, tanto odiata da Salvini e compagnia. «Il mandato della missione è ben definito» ha dichiarato il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos. «Si tratta di migliorare l’attuazione di quanto già concordato. Fanno già un lavoro molto buono» ha dichiarato, aggiungendo poi che è in programma un incontro con le autorità italiane e gli altri Stati coinvolti, sul piano operativo, per alleggerire il peso degli sbarchi sull’Italia.

 

Libia, codice ONG e rimpatri

 

Non sembra deluso il ministro Minniti all’uscita del vertice di Tallin. «La riunione è andata secondo le aspettative» ha dichiarato, sottolineando poi la posizione unanime dei Paesi della UE sugli altri tre punti del summit. «Sulla questione dei flussi migratori in Libia c’è stato un ampio consenso, con la sottolineata necessità di ampliare i finanziamenti andando oltre i fondi già predisposti dalla Commissione europea e prevedendo finanziamenti dei singoli Stati membri. Per quello che si è ascoltato in questa riunione sembra che ci sia stata una disponibilità dei singoli Stati» ha illustrato Minniti. Sull’apertura dei porti dell’Europa ha poi aggiunto che «non era questa la sede adatta, abbiamo mandato una lettera alla sede formale che ne deve discutere, che è Frontex. In quella sede discuteremo la prossima settimana, è evidente che su questo punto ci sono posizioni contrastanti. L’Italia ha un suo punto di vista, altri Paesi hanno un loro punto di vista, come è giusto. Discuteremo, legittimamente e anche con la necessaria fermezza».

 

 

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Giulio Gezzi

Laureato in Storia e memoria delle culture europee presso l'Università di Macerata. Da sempre interessato alla politica e alla storia contemporanea almeno tanto quanto alle serie tv, al cinema e al calcio. La ricerca dell'autonomia è quello che mi ha guidato fin'ora.