Un omaggio a Carlos Fuentes, narratore del Messico moderno

L’ex rettore della principale università messicana, la UNAM, il pittore, migliore amico di Fuentes e curatore della mostra di settanta immagini raffiguranti la vita dello scrittore, Silvia Lemus, la moglie, e Cecilia Fuentes Macedo, la figlia, hanno illustrato un ritratto completo ed emozionante dell’autore recentemente scomparso. E da dire sul suo conto ce n’è e ce ne sarà sempre molto; solo il fatto che Fuentes fu uno degli iniziatori del boom della narrativa latinoamericana degli anni ’60 può bastare per rendere l’idea della sua importanza nella letteratura mondiale. Insieme a persone del calibro di Gabriel García Márquez, Mario Vargas Llosa, Julio Cortázar, Fuentes, candidato al Nobel e vincitore di numerosissimi altri premi, può essere considerato il pioniere del suddetto boom. Questo movimento marcò ufficialmente l’inizio del compromesso degli intellettuali con la società, visti gli avvenimenti politici che stavano prendendo piede in America Latina in quel periodo, ovvero l’insediarsi dei feroci regimi dittatoriali e le varie rivoluzioni che vi si opposero: fu quella cubana però a influenzare la nascita del boom e a scuotere gli animi della gente. Lo scrittore messicano si distinse sempre per il suo impegno politico, per la sua volontà di sviluppare una sinistra messicana e per la sua solidarietà nei confronti dei più deboli; queste sue attenzioni ebbe anche modo di metterle in pratica grazie alla possibilità di occupare importanti cariche pubbliche, come quella di ambasciatore del Messico in Francia nel 1975. Nonostante il suo stretto contatto con i ‘piani alti’ della società, Carlos Fuentes non abbandonò mai il suo rigore, i suoi principi e il suo coraggio nell’esprimere opinioni discordanti con quelle ‘dominanti’; molte infatti furono le critiche che inflisse a decisioni ufficiali prese dal proprio Paese e arrivò anche ad abbandonare la carica di ambasciatore, proprio perché non aveva alcuna intenzione di mettere da parte i suoi ideali.

Pioniere del boom lo fu anche dal punto di vista stilistico: questa nuova ondata letteraria, che diede a conoscere la letteratura latinoamericana nel mondo, prevedeva la rottura della linearità del tempo narrativo per dare spazio ai ricordi, alle sensazioni e all’immaginario dei vari io narranti e, di conseguenza, i rapporti causa-effetto venivano completamente capovolti. Un altro fattore che risentì del boom e che Carlos Fuentes fece completamente suo fu quello della sperimentazione linguistica che vedeva principalmente l’avvicinarsi al linguaggio della gente comune, di quella più povera e a inserire in questo una buona dose di folklore. Essendo sempre stato un curioso, un esploratore, viaggiatore, convinto che il confrontarsi fosse indice di arricchimento e che la cultura non fosse pura bensì una commistione di influenze e tradizioni (come quella che unisce le civiltà precolombiane e la spagnola e verso le quali Fuentes mostrò sempre un grande interesse), l’autore messicano sperimentò continuamente, nella sua vastissima opera, diversi tipi di linguaggio e generi: dal romanzo realistico passava a quello di finzione, dal saggio arrivava a scrivere anche articoli giornalistici. Il linguaggio è un’entità in continua evoluzione e in continua ricerca del modo adatto per descrivere la realtà: diverse forme di espressione illustrano distinti modi di interpretare ciò che ci circonda e la versatile carriera di Carlos Fuentes manifesta proprio l’ampiezza delle sue conoscenze e la capacità di adattarsi a diversi generi e stili, quindi a diversi mondi, senza però mai venir meno ai suoi ideali.

di Ilaria Francesca Petta

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Ilaria Francesca Petta

Più di là che di qua, nel senso metaforico...ma anche letterale. Classe 1986, nasco sotto il segno dei gemelli, di cui sono una chiara rappresentazione. Senza terra sotto ai piedi, con uno spiccato senso internazionalistico, credo che l'Italia sia un Bel Paese in declino, legato ancora a un glorioso passato. Laureata in lingue e traduzione, mi sono immersa in questa odissea, chiamata giornalismo, a 26 anni..forse tardi, ma assicuro che sto recuperando in pieno. Masterizzata in Comunicazione e Media nelle Relazioni Internazionali girovago come tirocinante, al momento nella Commissione europea a Roma.

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