Slotmob: flash mob contro le slot machine

Come nasce e come si struttura questa iniziativa? Lo slotmob ha preso vita nel settembre del 2013 a Biella, città nella quale si è infatti svolto il primo flashmob contro le slot machine in Italia. L’idea è stata il risultato di un brainstorming tra gruppi eterogenei, formati da associazioni studentesche e gruppi di docenti universitari, che ora raggiungono un totale di più di 115 organizzazioni sostenitrici, con un fine comune: quello di promuovere, partendo dal basso, un’economia sostenibile che come priorità abbia la dignità dell’uomo e dell’ambiente circostante e che, di conseguenza, contribuisca a promuovere un futuro di giustizia e felicità. E proprio le piccole realtà, spesso, hanno a cuore più di altre il benessere del singolo, che poi diviene quello comune. Siamo infatti “animali sociali”, come scrisse il filosofo Aristotele nella sua Politica; siamo portati a vivere, quotidianamente, con altre persone e ad avere con queste rapporti più o meno superficiali ma, comunque, potenzialmente influenti l’uno sull’altro. Un disagio del singolo è un disagio di tante persone che, se trascurato, andrà a danneggiare l’intera società. Un mob etico, mob è la forma abbreviata del termine inglese mobile che indica il movimento, come lo slotmob appunto, implica un forte coinvolgimento morale che muove l’agire delle persone. Ed è prorprio questo che ha mosso la coscienza di alcuni, purtroppo ancora la minoranza, titolari di bar, i quali hanno detto no all’apertura delle sale slot all’interno della loro attività. Questa è stata sicuramente una scelta coraggiosa; i tempi di crisi economica infatti portano le persone a cercare il guadagno piuttosto che perderlo. Rinunciare all’installazione di slot machine, di questi tempi, significa perdere automaticamente incassi di quasi 2 mila euro al mese. L’iniziativa slotmob dunque parte dal presupposto di non demonizzare i bar con le slot machine, bensì da quello di premiare chi invece ha portato avanti la “coraggiosa” scelta di non farlo. E come si valorizza tutto ciò? Riunendo, nel comune in questione, i numerosi sostenitori del movimento slotmob, che poi si recano nei bar “vincitori” per farvi la colazione o l’aperitivo; il tutto ovviamente accompagnato da interventi di sensibilizzazione sul tema del gioco. Ad Ascoli inoltre questi bar no slot hanno addirittura ricevuto un premio dal sindaco.

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L’appuntamento di Roma del prossimo 10 maggio, alle 10 in Largo Appio Claudio (Metro Giulio Agricola), nel quale è prevista una vasta affluenza di partecipanti, vedrà come vincitori l’American Bar e il Bar Zero 9. A seguire, alle 14,30 in Piazza Cinecittà 11 presso la Sala Rossa del Municipio VII, avrà luogo l’Assemblea Nazionale del Movimento, volta a ideare ulteriori strategie per proseguire la campagna no slot e per raggiungere l’obiettivo delle 100 città da premiare. Lo slotmob rappresenta dunque, senza dubbio, un’inziativa originale e di spessore, che invece di porre l’attenzione sulle cose che non vanno, con il conseguente puntarvi il dito contro e innalzando vari polveroni, si focalizza sugli esempi da seguire, su ciò che c’è invece di buono nella nostra società. Fa sorridere però il fatto che, oramai, sia necessario premiare un comportamento etico perché raro e che, invece, dovrebbe fare da tessuto permanente del vivere privato e comunitario…Ma questo è un discorso più complesso.

Twitter @IlariaPetta

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Ilaria Francesca Petta

Più di là che di qua, nel senso metaforico...ma anche letterale. Classe 1986, nasco sotto il segno dei gemelli, di cui sono una chiara rappresentazione. Senza terra sotto ai piedi, con uno spiccato senso internazionalistico, credo che l'Italia sia un Bel Paese in declino, legato ancora a un glorioso passato. Laureata in lingue e traduzione, mi sono immersa in questa odissea, chiamata giornalismo, a 26 anni..forse tardi, ma assicuro che sto recuperando in pieno. Masterizzata in Comunicazione e Media nelle Relazioni Internazionali girovago come tirocinante, al momento nella Commissione europea a Roma.

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