Siria: 11.000 vittime sono bambini

I numeri del conflitto fanno davvero paura, soprattutto se si pensa che si parla di minori: 2.223 ad Aleppo, 389 bambini uccisi dai cecchini, circa 760 giustiziati (in maniera sommaria) e addirittura 100 bambini, sembrerebbero essere stati torturati. Numeri che non sono soltanto cifre ma, purtroppo, corpi di vittime innocenti.

Altri 120 minori sarebbero morti nell’attentato chimico avvenuto il 21 agosto. Fortunatamente, per far fronte alle terribili cifre, le Nazioni Unite hanno aperto lo spiraglio di una possibile tregua che duri almeno fino a gennaio, data in cui dovrebbe infatti tenersi, a Ginevra, la conferenza internazionale sulla Siria. La conferenza di pace di Ginevra si pone come obiettivo quello di trovare una soluzione effettiva al conflitto che dura ormai da 32 mesi. Secondo alcune fonti diplomatiche questa conferenza di pace dovrebbe sicuramente esserci a breve e nasce, proprio, con lo scopo di far confrontare regime e opposizione con la speranza finale di porre fine alla guerra civile che ha sconvolto la Siria da due anni e mezzo.

Oltre alla guerra, ciò che spaventa di più è questa sorta, se così la si può chiamare in maniera sarcastica, di ‘contabilità dell’orrore’ che disorienta e inorridisce per le sue cifre altissime. I telegiornali ormai da molto non si occupano del conflitto, ma la conta più drammatica è proprio quella dei bambini che hanno perso la vita dall’inizio di questa guerra sanguinaria. Lo studio dell’ Oxford Research di Londra si basa su dati forniti da ONG siriane come Center for statistics and research, Syria tracker, Syrian network for human rights. In tutto ciò, l’immagine emblematica che sottolinea l’atrocità del conflitto è, sicuramente, quella dei 128 bambini che furono soffocati con il gas a Ghouta, città nei sobborghi orientali di Damasco, nell’agosto scorso, anche se le domande e le incongruenze di quella storia, come per il resto del conflitto, rimangono aperte.

di Chiara Caproni

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chiara caproni

Sono laureata in filosofia. Da quando andavo alle elementari mi sono sempre sentita dire che ero polemica, e ora che ho 28 anni lo sono ancora di più e ne vado fiera. Amo profondamente la mia famiglia e sono sempre dell'idea che si vive per amare. Fantasiosa e razionale convivo con una personalità doppia, che mi fa essere la persona più comprensiva del mondo, ma anche la più stronza. Credo che la maggior dote dell'essere umano sia saper ascoltare! -I love animals, write, and eat red velvet cake-

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