Rosatellum bis, il Pd minaccia il ricorso alla “fiducia tecnica”

Rosatellum bis (che spieghiamo QUI), la legge elettorale proposta dal Partito Democratico, rischia l’aborto in aula. A preoccupare la maggioranza soprattutto il voto segreto in grado di far saltare il nuovo patto a quattro sulla legge (tra Pd, Forza Italia, Ap e Lega). Per questo le ipotesi al vaglio sono due: canguro o fiducia tecnica.

 

Continua lo scontro sulla legge elettorale, il Rosatellum bis, proposta dal Partito Democratico e fortemente osteggiata da M5S e Mdp che parlano di «attacco alla democrazia», chiedendo l’intervento del Presidente della Repubblica. Clima amaro quello che la maggioranza si appresta ad affrontare. Principale preoccupazione: il voto segreto, che rischia di mettere in pericolo la tenuta dell’accordo con Forza Italia, Ap e Lega Nord. Un’incognita a cui il Partito Democratico pensa di rispondere con il canguro (tecnica anti-ostruzionismo che consente di votare gli emendamenti raggruppando quelli uguali e quelli analoghi) o con la c.d. «fiducia tecnica», già invocata dal capogruppo dem alla Camera, Ettore Rosato: «Dopo la riunione di maggioranza ho telefonato al premier Paolo Gentiloni riferendo che è opportuna la fiducia per superare il ricorso ai voti segreti».

 

Contrarie, naturalmente, le opposizioni che si dichiarano allarmate dal ricorso a tale strumento: «Qui si sta scherzando col fuoco. Una legge che toglie la sovranità ai cittadini di scegliere i propri eletti viene approvata togliendo la sovranità al Parlamento. È oltre i limiti della democrazia», ha commentato Roberto Speranza, coordinatore di Mdp. Mentre Danilo Toninelli, deputato M5S, ha espresso su Twitter il suo disappunto: «Fiducia su #leggeelettorale è atto eversivo e incostituzionale fatto da chi ha paura dei suoi. Gentiloni si opponga e Mattarella intervenga!».

 

Gli emendamenti presentati sono in totale 200. 55 quelli del Movimento 5 Stelle, tra i quali si chiede anche il controllo preventivo della Corte Costituzionale. 28 quelli proposti a Movimento Democratico e Progressista, tra cui l’introduzione del voto disgiunto e delle preferenze.

 

 

@FedericaGubinel

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Federica Gubinelli