Quirinale, ecco chi non sarà eletto

Torniamo indietro di pochi mesi: aprile 2013. Un Parlamento impantanato, che vota tutti i candidati senza sceglierne uno e che quindi conclude le consultazioni senza sforzi e senza nomi e si aggrappa di nuovo al Presidente, allo stesso Napolitano che dal merito dei suoi novant’anni non sembrava essere proprio quella ventata di rinnovamento tanto agognata.
Ed ora, cambiato il Presidente del Consiglio, ma con gli assetti politici identici a quell’aprile, il Parlamento si ritroverà di nuovo a provare a decidere chi sarà finalmente il successore dell’era Napolitano. Fatto sta che una data sulle dimissioni non c’è ancora perché sarà ovviamente il Presidente a decidere. Che i tempi siano maturi per una sua ritirata si sapeva già e probabilmente l’ufficialità coinciderà con la fine del semestre europeo di presidenza italiana. Novant’anni non son pochi e non dimentichiamoci che la sua rielezione è stata l’estrema ratio per un Parlamento totalmente incapace di trovare un accordo. Ancora più urgente è ora dunque arrivare preparati al giorno in cui le decisioni non potranno più essere rimandate.
Chi c’è in lizza questa volta? Vecchi, molti, e nuovi. Romano Prodi sicuramente entra di diritto tra i candidati promossi dal PD ma che, non dimentichiamolo, già in passato non era riuscito ad incassare le preferenze necessarie neanche da parte dei suoi apparenti sostenitori. Rivincita? Difficile prevederlo visto che tutto sarà rimesso alle solite alleanze tra partiti. Già Forza Italia, per bocca di Renato Brunetta, ha manifestato il dissenso per un Presidente proveniente da sinistra e dalla sua, sembrerebbe preferire al colle un certo Gianni Letta. Riesce, non a sorpresa, il nome di Giuliano Amato che però stagna sulle poltrone dei vertici da così tanti lustri che forse questa volta neanche il conservatorismo potrà aiutarlo a salire al Colle. Sempre tra gli evergreen ricompaiono Massimo D’Alema e Casini. Tra le donne le più quotate sembrano ad oggi Roberta Pinotti, attuale Ministro della Difesa, Anna Finocchiaro per l’aria PD e Marta Certabia, giudice della Corte Costituzionale. Emma Bonino, già proposta alle scorse votazioni ma che con la sua esperienza di esteri potrebbe forse raccogliere questa volta consensi anche tra coloro che in prima battuta l’avevano accantonata. Più improbabili, ma si sa che i sondaggi in materia spesso si rivelano inconsistenti, i nomi di Pietro Grasso, Walter Veltroni, Graziano Del Rio, Mario Draghi. La lista potrebbe iperbolicamente allungarsi ma sappiamo che tanto poi a scegliere saranno i patti politici e gli accordi volti a preservare la stabilità all’interno delle stanze parlamentari. Intanto la fine dell’anno sembra il periodo più certo per il termine ultimo dell’era Napolitano. Dal canto suo, il Presidente non conferma e non smentisce, ma già i primi rumori bastano a scaldare gli animi per la rincorsa alla presidenza.

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@MariaChiaraPier

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Maria Chiara Pierbattista