Pesce d’aprile per il ddl Anticorruzione

Bagarre in aula com’era previsto sul disegno di legge anticorruzione in Senato che passerà al vaglio il provvedimento il primo aprile. Un pesce d’aprile ai colletti bianchi per un testo che è ferma in Perlamento da due anni.

Solleciti e rinvii a oltranza che sembrano essere finalmente finiti a seguito di un’accesa discussione in aula. Bocciate le pregiudiziali di incostituzionalità di Forza Italia, il testo sembrerebbe dover approdare in Transatlantico dopo l’accesa discussione del 25 marzo. Crude le parole del Presidente del Senato, Piero Grasso: “I dati sulle condanne per i reati dei colletti bianchicorruzione,peculatoriciclaggiofalso in bilancio, dimostrano che il rischio penale è infinitamente più basso di quello legato ai delitti più tradizionalmente commessi dalle mafie, nonostante tutti siano concordi nel segnalare un aumento esponenziale del fenomeno” sottolineando la frustrante attesa di uno dei provvedimenti più cruciali per il Paese :” Finalmente in questi giorni siamo riusciti a dare avvio al dibattito parlamentare alla legge sulla corruzione, dopo tanti, troppi rinvii” e ancora “Mi sono impegnato così energicamente per rafforzare la risposta sanzionatoria e preventiva dello Stato […]Per contrastare le mafie la politica deve fare una scelta di campo chiara e inequivocabile contro l’economia sommersa, il riciclaggio, i capitali illeciti, l’evasione fiscale, i delitti societari” auspicandone una celere approvazione. Critiche anche le posizioni sul versante delle opposizioni Nicola Morra (M5S) lancia un guanto di sfida al Governo facendo ascoltare dal telefonino le parole del Papa: “La corruzione puzza” riecheggia dallo scranno del senatore.

Singolari alcuni tra i 200 emendamenti presentati al fine di procrastinarne l’approvazione. Da quello di Lucio Barani (Gal) che prevede la fucilazione sulla pubblica piazza per chi si macchia di corruzione ma “la pena non può comportare la morte del reo” sino a quelli più raffinati di Giuseppe Lumia e Felice Casson del Partito Democratico i quali revocherebbero lo spacchettamento della concussione previsto nella legge Severino tra induzione e costrizione con un aumento di pena al reato unico da 6 a 12 anni di carcere.

Sul contenuto del testo quindi è ancora tutto da vedere. Nella sua formulazione originaria il ddl anticorruzione, ora modificato in commissione, prevedeva una suddivisione in due parti. La prima per i reati contro la pubblica amministrazione con strumenti di riduzione di pena e attenuanti in caso di collaborazione nonché meccanismi di coordinamento tra l’autorità anticorruzione e le magistrature. La seconda parte per i delitti di falsa comunicazione sociale, tra cui il falso in bilancio norma che molto spesso è riuscita a rompere l’equilibrio politico tra gli interlocutori

Fonte:IlFattoQuotidiano

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Federica Gubinelli