Naufragio migranti, la storia si ripete

Era il 9 ottobre 2013 quando l’allora Presidente del Consiglio Enrico Letta si recava a Lampedusa insieme al Presidente della Commissione UE José Manuel Barroso ed il Commissario Europeo per gli Affari Interni dell’UE Cecilia Malmstrom. Erano circa 300 le bare allineate in un hangar, una per ogni vittima di quel terribile naufragio consumatosi nel canale di Sicilia. Unanime era lo sgomento di fronte a quella tragedia così come traspariva chiara, dalle parole pronunciate, l’intenzione di fare fronte comune per risolvere il problema ed evitare il ripetersi di quegli eventi. “L’Europa non può girarsi dall’altra parte”, queste le parole proferite da Barroso in quella sede, parole che sono rimaste tali, perché a distanza di un anno e mezzo assistiamo, purtroppo, all’ennesima tragedia. Una tragedia ancor più allarmante nei numeri che, se confermati, sanciscono la più grande strage marittima dal dopoguerra: questa volta il mare avrebbe inghiottito un tra 700 e i 950 corpi. Queste le cifre delle vittime riportate dai pochi sopravvissuti al naufragio di un barcone stracolmo avvenuto al largo delle coste libiche nella notte tra sabato e domenica scorsi. 28 i superstiti, sopravvissuti aggrappati ai cadaveri galleggianti per ore, sino all’arrivo dei soccorsi.
“Ci troviamo davanti a una tragedia immane che deve scuotere la Comunità internazionale e richiama all’impegno i Paesi dell’Unione europea”, afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una nota. “La morte di centinaia di profughi manifesta la totale insufficienza delle iniziative assunte fin qui dalla comunità internazionale rispetto alla conseguenze delle guerre, delle persecuzioni, delle carestie che flagellano tanta parte dell’Africa e del Medio Oriente”.
Matteo Renzi interrompe il suo tour elettorale per rientrare a Palazzo Chigi e riunire il Governo con tutti i Ministri competenti, Difesa, Esteri e Interno. Alla conferenza stampa convocata, nel confermare le cifre dei superstiti e chiedendo la convocazione di un Consiglio Europeo straordinario, dichiara: “Queste persone si salvano solo non facendole partire, pur continuando noi a impegnarci per salvare vite la lotta contro il traffico degli uomini non deve essere solo una priorità nostra o di Malta ma dell’Europa”. Prima del vertice di Governo, il Premier aveva avuto un colloquio telefonico con il Presidente Francese Francois Hollande e con la Cancelliera Angela Merkel. La commissione Europea presieduta da Juncker si dichiara «profondamente addolorata» per l’ennesima tragedia, e fa sapere che sta consultando tutti gli stati membri per preparare una nuova strategia sulle migrazioni che verrà adottata a metà maggio. Parole che però incrociano la risposta del presidente del consiglio europeo, Donald Tusk che, alla richiesta di Renzi un vertice straordinario subito, risponde “stiamo valutando”.
La politica, tanto italiana quanto europea, arriva in ritardo. Comunque. Così Matteo Salvini, leader della Lega Nord, in un’intervista a Sky Tg24 “Cos’è cambiato a 18 mesi da Lampedusa? Servono altri 700 morti per bloccare le partenze? Se le istituzioni Ue hanno un senso ci vuole tanto a organizzare dei blocchi navali e identificare chi è immigrato clandestino e chi è rifugiato? Non so più come dirlo. L’ipocrisia di Renzi e Alfano crea morti”. Dello stesso tenore le dichiarazioni di Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, che ammonisce: “Non si usi questa ulteriore tragedia del mare per alimentare l’ingresso di immigrati. Le stragi di clandestini nel Mediterraneo sono figlie del falso buonismo. La resa ai trafficanti di persone è la prima causa di queste centinaia di vittime”, mentre Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato invita il Governo italiano e l’Europa a “lavorare accanto a Bernardino Leon per arrivare ad un governo che ci dia la possibilità di parlare con uno Stato. Perché questo stato libico ora non c’è”. Ove questo non fosse possibile “farsi autorizzare una blocco navale nelle acque territoriali libiche con una delibera dell’Onu che ci consenta di stroncare questo traffico sul nascere”.
Dichiarazioni critiche sono arrivate da Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle: “I due responsabili principali delle tragedie sono il ministro Alfano, di cui noi abbiamo chiesto le dimissioni almeno 800 volte, e l’ex presidente Napolitano perché è lui che ha spinto soprattutto per l’appoggio agli Usa e ai francesi per la distruzione violenta di Gheddafi”.

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Federica Casciato